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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 29 settembre 2014

Il rublo e lo yuan emarginano il dollaro

Nella situazione in cui l’Occidente estende le sanzioni economiche contro la Russia il volume delle vendite alla Borsa interbancaria valutaria di Mosca realizzate con pagamenti in yuan è aumenato di cinque volte a partire dall’inizio dell’anno.

Questa tendenza sta prendendo sempre più piede.
In cifre assolute in agosto le vendite con pagamenti in yuan-rubli alla Borsa di Mosca sono ammontate ad oltre 800 milioni di dollari, il che supera di 9 volte la cifra del periodo analogo dell’anno scorso. Diventerà questo l’“inizio della fine” del dollaro americano?

La Cina è il più grande partner della Russia in commercio estero. Nel 2013 l’interscambio tra i due paesi è stato pari a 89 miliardi di dollari. Tra 5 anni il commercio russo-cinese deve raggiungere il livello fissato dai leader della Russia e della Cina, ossia quello di 200 miliardi di dollari. Secondo l’opinione dell’economista Virkor Ivanter, con tali proporzioni del commerrcio sarebbe strano usare nei pagamenti con la Cina dollari, anziché yuan:

È, in generale, stupido per noi acquistare con una valuta altrui le merci prodotte in Cina, come per i cinesi acquistare così le merci prodotte in Russia. Non solo, ma in seguito al comportamento delle autorità americane il dollaro diventa una valuta non del tutto affidabile. Non meraviglia quindi il fatto che la Cina, la Russia ed altri paesi cerchino di prendere le distanze dal dollaro. Ciò non succederà rapidamente, ma in un futuro prevedibile il dollaro perderà una rilevante parte delle proprie posizioni come valuta mondiale. Tanto più che la Russia e la Cina cercano di aumentare i pagamenti effettuati in valute nazionali.

Secondo le parole di Aleksej Moiseev, viceministro delle finanze russo, già prossimamente la Russia e la Cina possono trasferire in yuan e rubli una metà del proprio interscambio. Così, Gazprom esamina la possibilità di accettare dalla Cina pagamenti in yuan per il contratto a lungo termine sulla fornitura di gas naturale del valore di 400 miliardi di dollari USA. Stando alle stime degli esperti, l’esclusione delle valute di paesi terzi dal commercio russo-cinese rafforzerà sensibilmente la posizione del rublo e dello yuan nell’arena mondiale. L’economista Andrej Ostrovskij, vicedirettore dell’Istituto di studi sull’Estremo Oriente presso l’Accademia delle scienze della Russia, rileva la tendenza delle compagnie russe di passare nei pagamenti dal dollaro USA alle valute nazionali:

Tenendo conto delle sanzioni adottate dai paesi dell’Unione Europea e dal Giappone nei confronti di banche russe molte società russe hanno cominciato ad orientarsi al sistema bancario della Cina e di Hong Kong. Grandi compagnie come Megafon e Norilskij nikel hanno convertito una parte dei propri depositi dai dollari ISA in yuan e in dollari di Hong Kong e li ha trasferiti in banche cinesi. Siamo solo all’inizio del processo. source

I finanzieri pronosticano nei prossimi sei mesi un’ulteriore crescita alla Borsa di Mosca del volume delle vendite in yuan cinesi, ossia fino 1,3–2,0 miliardi di yuan. Successivamente questo indice andrà crescendo proporzionalmente all’aumento dell’interscambio russo-cinese.