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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 23 luglio 2014

Perché la crisi del Banco Espirito Santo non è periferica ma viene dal ...centro

Il comun denominatore dei due "incidenti" periferici delle scorse settimane, il crollo Corporate Commercial Bank (CCB) in Bulgaria e il default all'holding internazionale della portoghese Banca Espirito Santo (BES), è il Credit Agricole.
della

CA è una banca del centro dell'Eurozona ed è considerata sistemica. Perciò, quello che vediamo sono i sintomi periferici di un collasso sistemico il cui epicentro è il cuore del sistema.

Nel caso della Bulgaria, Credit Agricole aveva scaricato la sua "monnezza" sulla CCB; nel caso del Portogallo, CA ha fatto o è in procinto di fare la stessa cosa con BES. La CCB è saltata lo scorso mese, provocando una corsa ai depositi in tutte le banche del paese mentre il proprietario se la dava alla fuga con la cassa. Durante la corsa ai depositi, la banca centrale bulgara ha ottenuto il permesso dell'UE di immettere liquidità d'emergenza nel sistema per un ammontare pari a oltre tre miliardi di euro. Ha poi trasferito i titoli "buoni" di CCB a Credit Agricole Bulgaria (CAB).
Fino a pochi mesi fa, CAB era una filiale della casa madre, Credit Agricole France (CAF). Quest'ultima la vendette a CCB per 95 milioni di euro, che si ritrovò con 500 milioni di "attivi", in gran parte spazzatura. CAF dunque si sfilò al momento opportuno, lasciando il cerino acceso in mano a CCB che poi l'ha passato allo stato. Insomma, CAF si è comportata come quelle imprese che contrabbandano gli scarichi industriali nocivi in Africa: ha scaricato i propri titoli tossici in Bulgaria. Tuttavia, la vicenda era iniziata prima, in Grecia, dove CAF possedeva la banca Empiroki, venduta durante la crisi alla Banca Nazionale Greca (BNG) per un euro e portando in dotazione una valanga di crediti inesigibili. La BNG, la più grande banca privata greca, fu poi salvata dal governo con 25 miliardi del fondo di salvataggio.
Passiamo al Portogallo. Banca Espirito Santo è posseduta al 14,6% da CAF, che è socia della famiglia Espirito Santo da decenni. Infatti, l'aiuto di CAF fu decisivo per permettere alla famiglia di riprendersi la banca quando fu privatizzata nel 1991. Sia BES che Credit Agricole erano partner in Inter-Alpha, il gruppo di banche che costruì l'inizio del mercato del debito privato in Europa negli anni settanta.
I guai di BES cominciarono esattamente quando CAF iniziò a uscire dalle attività della banca portoghese, lo scorso maggio. BES eseguì un aumento di capitale per adeguarsi all'Asset Quality Review della BCE, che comportò una riduzione della quota in mano alla famiglia, ma anche CAF ridusse la sua partecipazione dal 20,12% al 14,6%. Inoltre, CAF uscì dal capitale dell'holding assicurativa.
La morale della favola è che i due casi bancari erano incidenti pronti ad accadere, e la "Credit Agricole Connection" punta al fatto che l'incidente principale non accadrà alla periferia ma al centro, e cioè Francoforte, Parigi e Londra. source