La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 16 luglio 2014

Gli USA passano allo yuan

Compagnie USA passano ai pagamenti in yuan. 
Secondo i dati forniti dalla SWIFT, nell’arco di un solo anno il volume delle transazioni in valuta cinese è aumentato di 3 volte. Alle compagnie americane risulta vantaggioso rinunciare al dollaro nei pagamenti con i loro partner cinesi, visto che in caso di transazioni in
dollari aumentano i costi relativi alle commissioni.

Ancora un anno fa soltanto il 9% delle compagnie americane usava lo yuan. Adesso, stando al Wall Street Journal, questa cifra ha raggiunto il 28%.
La valuta cinese è ben accetta sia dai piccoli importatori di prodotti tessili e di beni di largo consumo che da giganti industriali come la Ford Motor Company. In caso di pagamenti diretti in yuan gli importatori risparmiano infatti non meno del 4-5% della somma del contratto.

L’incidenza della valuta cinese nei pagamenti cresce non solo negli USA. Così, durante la visita nella Corea del Sud di Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, la Banca della Cina e la Banca della Corea hanno firmato l’accordo sull’apertura a Seoul di un centro di clearing che effettuerà operazioni in yuan. Una settimana prima la Cina si è accordata con la Francia sulla creazione nel paese di un sistema di pagamenti che usi la valuta cinese. Ancor prima la Cina ha stipulato l’accordo con la banca russa VTB sui pagamenti diretti in yuan. La borsa di Londra ha firmato l’accordo con due banche cinesi sulla realizzazione delle vendite in valuta cinese.
Le autorità cinesi si sono prefissi da tempo l’obiettivo di far diventare lo yuan un concorrente del dollaro. Ma è solo adesso che la valuta cinese ha cominciato a fare i primi passi in questa direzione nell’arena internazionale. Il punto è che la maggioranza delle compagnie occidentali accusava Pechino di una politica valutaria non flessibile e di diminuzione artificiale del cambio dello yuan nei confronti del dollaro. Era l’argomento principale contro il commercio in yuan. Adesso il governo cinese ha adottato il corso verso una liberalizzazione graduale della politica valutaria. È stato aumentato fino al 2% il corridoio commerciale entro i cui limiti può variare il cambio della valuta cinese. È stata attenuata una serie di limitazioni per il trasferimento dei capitali. Secondo l’opinione di Serghej Lukonin del Centro di studi sull’Asia e sul Pacifico presso l’Accademia delle scienze della Russia, non è da escludere che nei prossimi tre anni lo yuan possa diventare una valuta pienamente convertibile:
Le autorità cinesi vogliono trasformare gradualmente lo yuan in una valuta di riserva. A questo scopo viene aumentata la quota dello yuan nei pagamenti internazionali. Poi la Cina trarrà da ciò vantaggi finanziari in quanto lo yuan diventerà più stabile. Gli esportatori cinesi potranno ottenere maggiori profitti. Se lo yuan diventerà alla fine una valuta di riserva mondiale, sebbene sia un processo lungo, la Cina potrà influire su tutto il sistema finanziario mondiale.
D’altronde, dice l’esperto russo, per il momento l’incidenza dello yuan nel commercio non corrisponde affatto al posto occupato dalla Cina nell’economia mondiale. Nessuna banca centrale, eccetto la Banca della Cina, tiene riserve in yuan. Lo yuan non è una valuta di pagamento neanche nel sistema multivalutario CLS, mediante il quale viene realizzata più di una metà di tutte le operazioni internazionali di conversione delle valute.
Quindi è poco probabile che si riuscirà a diminuire subito la dipendenza dal dollaro, rileva Serghej Lukonin. In valuta americana viene tuttora effettuato oltre il 70% dei pagamenti mondiali. Per la frequenza di utilizzazione lo yuan occupa soltanto il settimo posto al mondo. Ma niente impedisce alla valuta cinese di salire in questa graduatoria. Cresce, infatti, continuamente il numero dei paesi che vogliono lavorare direttamente con lo yuan facendo a meno del dollaro. source