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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 1 aprile 2014

Il miliardario Soros vuole far crollare i prezzi petroliferi

L’Occidente continua a discutere le sanzioni contro Mosca in relazione alla posizione che la Russia ha assunto nel problema ucraino. Le sanzioni gia’ varate dagli USA e da alcuni paesi occidentali contro i funzionari e le banche della Russia per ora non hanno causato dei danni politici o economici...

Per questo motivo c’e’ gia’ chi propone di creare dei problemi alla Russia facendo crollare il mercato degli idrocarburi. Tuttavia a soffrirne non sarebbe soltanto la Russia.

Il miliardario americano George Soros ha proposto di far crollare i prezzi petroliferi. Per questo gli USA potrebbero cominciare a vendere le loro riserve strategiche.
Una parte dei membri del Congresso americano ha accolto con entusiasmo questa proposta. In questo momento le riserve petrolifere degli USA ammontano a quasi 700 milioni di barile, cioe’ quasi il doppio di quanto normalmente potrebbero essere. Tuttavia questa operazione potrebbe avere soltanto un effetto breve. Le conseguenze negative colpirebbero non tanto la Russia, quanto gli altri paesi esportatori, tra i quali ci sono non pochi alleati degli USA. Del resto, in questo caso le stesse società petrolifere americane difficilmente potrebbero essere grate al loro governo. Dice il direttore generale della Fondazione per la sicurezza energetica della Russia Konstantin Simonov.
In realta’ gli USA non sono interessati al calo dei prezzi petroliferi. Anzi, vorrebbero che i prezzi rimanessero alti, perche’ cio’ favorisce l’aumento dell’estrazione in America.
Negli USA sono state ventilate anche altre ipotesi su come influenzare la politica russa attraverso il mercato degli idrocarburi. Il presidente Obama ha proposto all’Unione Europea di rinunciare al gas russo, promettendo in cambio il gas americano. Tuttavia, spiega Konstantin Simonov, questa idea non e’ supportata da uno studio di fattibilità.
Se gli USA cominciano a esportare il gas liquefatto (GNL), i prezzi in America andranno su. Sara’ la fine della politica economica di Barack Obama. Quindi, massicce esportazioni di GNL americano oggi sono poco probabili.
D’altra parte gli stessi europei non sono pronti a cambiare i fornitori. Anche se gia’ da oggi l’Europa inizia a lavorare in questa direzione, ci vorranno degli anni prima che sia possibile rinunciare al gas della Russia.
Non conviene dimenticare che la Russia non lascerebbe senza risposta la politica di pressione dei paesi occidentali. Sarebbe un conflitto senza vincitori. source