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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 1 aprile 2014

Cos’è la deflazione (e perché è un male)

Quali Paesi europei sono già colpiti dal fenomeno?
Per quale motivo non è positivo?
Quali sono i rischi per l'Italia? 

Ecco qualche risposta. 

In genere si dice che la “vita sia troppo cara”, soprattutto nelle grandi città. Il motivo è l’aumento dei prezzi, ossia l’inflazione. Il senso comune, dunque, indicherebbe l’abbassamento dei prezzi
come un evento positivo: il potere d’acquisto, che diminuisce con la crescita dell’inflazione, aumenta con un fenomeno di deflazione. Ma il senso comune, talvolta, non è esperto di economia
Nelle ultime settimane la deflazione è tornata “di moda”, vista la frenata dell’inflazione nell’Eurozona.
Vediamo secondo la definizione del ‘Sole 24 Ore’ quali possono essere alcune conseguenze.
La deflazione a sua volta può essere buona, quando la diminuzione dei prezzi è dovuta ad abbondanza di offerta: generoso raccolto agricolo o progressi tecnologici o salto di qualità nella concorrenza. Basti pensare alle riduzioni dei prezzi dei Pc o agli effetti della liberalizzazione delle telecomunicazioni. Oppure può essere cattiva, quando è dovuta a bassa domanda: basti pensare alla stagnazione dell’economia giapponese negli anni Novanta. La deflazione “cattiva” è una specie di anoressia dell’economia e complica la politica monetaria, perché per stimolare l’economia bisognerebbe spingere i tassi d’interesse sotto lo zero, cosa che non è possibile. Ma c’è anche chi è contento della deflazione: per esempio, i pensionati con un reddito fisso!
Per l’Italia il pericolo è forte, in quanto un periodo di deflazione potrebbe provocare un ulteriore incremento del debito pubblico. Alla luce della bassa crescita che si prospetta, infatti, con la deflazione il Prodotto interno lordo diminuisce, facendo a sua volta diminuire le entrate fiscali. Quindi per tenere i conti in ordine occorrono altri tagli alla spesa.
Il Giappone è stato l’esempio di un Paese “ammalato” di deflazione: dagli anni Novanta il declino sambra inarrestabile. L’ultimo governo di Shinzo Abe ha provato ad arrestare il fenomeno con massicce immissione di liquidità del sistema. Ma l’operazione non è sempre la garanzia di successo.
Uno dei problemi più semplici da comprendere con la deflazione è il “rinvio dell’acquisto”. Gli investimenti, sia di comuni cittadini che a livello di capitali imprenditoriali, vengono posticipati, nella consapevolezza che in futuro hanno un costo minore. source
In Europa numerosi Paesi stanno conoscendo la deflazione: Bulgaria, Cipro, Croazia, Grecia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svizzera.