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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 11 marzo 2014

UNICREDIT...grafico dopo la triste verità...5.700 licenziamenti in Italia

In totale il gruppo taglierà 8.500 lavoratori. Il 2013 termina con 14 miliardi di perdite.

Una sforbiciata ai costi. E ai posti di lavoro. Il piano strategico di Unicredit prevede una riduzione di 8.500 dipendenti entro il 2018. Di questi 5.700 sono in Italia. È quanto emerso dal piano industriale di Unicredit.
L’obiettivo è quello di raggiungere un utile di 6,6 miliardi di euro con un ritorno sul capitale tangibile (rote) pari al 13%. La banca punta a distribuire un pay-out medio (percentuale di utile in dividendi) del 40% circa lungo tutto l’arco di piano.

PERDITE PER 14 MILIARDI. Il gruppo, che l’11 marzo ha pubblicato la nota sui conti, ha chiuso il 2013 con perdite per 14 miliardi dopo accantonamenti su crediti per 13,7 miliardi di euro (+46,8% anno su anno). La perdita nel quarto trimestre è stata di 15 miliardi con accantonamenti per 9,3 miliardi. La distribuzione dei dividendi è prevista attraverso lo strumento dello script dividend (dividendo in azioni), del valore di 10 centesimi. Per il 2014 il gruppo ha previsto un ritorno all’utile netto per 2 miliardi di euro.
DA QUOTA BANKITALIA BENEFICIO DI 1,4 MILIARDI. Per Unicredit il beneficio della valutazione della quota in Bankitalia è stato di 1,4 miliardi prima delle imposte, registrato in conto economico alla voce profitti netti da investimenti nel quarto trimestre del 2013. Ma se al termine degli approfondimenti in corso da parte della autorità dovesse emergere che la valutazione deve essere fatta a patrimonio netto (e non in conto economico), la perdita netta di gruppo risulterebbe più elevata di 1,2 miliardi nel trimestre e nell’intero anno.
COPERTURA CREDITI DETERIORATI AL 52%. Alla fine del 2013 grazie agli accantonamenti su crediti pari a 9,3 miliardi di euro contabilizzati, il rapporto di copertura dei crediti deteriorati del gruppo è salito al 52%, tornando a valori pre-crisi (2008). È di gran lunga il più elevato in Italia e in linea con i migliori in Europa. Il gruppo ha poi deciso di quotare in Borsa Fineco «per imprimere un’ulteriore accelerazione alla sua crescita». La banca, inoltre, «valuterà la potenziale cessione a un operatore specializzato di Unicredit Credit management bank (Uccmb)», la piattaforma di riscossione crediti. source