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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 2 gennaio 2014

VALUTE...Dollaro e Yuan...sfida tra presente e futuro

Nel 2013 c'è stato il sorpasso della valuta cinese su quella americana. 

Ecco come cambierà lo scenario internazionale e su cosa puntare.

Yuan e dollaro, le due monete più usate al mondo. Due divise che rappresentano le due maggiori  potenze mondiali: la prima, è quella del futuro, la Cina. La seconda, è quella del presente, gli
Stati  Uniti. Non a caso proprio nel 2013 c’è stato il sorpasso della valuta cinese su quella americana (qui l’articolo). Quest’anno infatti sarà ricordato come quello in cui lo yuan ha sorpassato l’euro come seconda  valuta negli scambi commerciali dopo il dollaro.
Un dato citato dalla Society for Worldwide  Interbank Financial Telecommunication (Swift) secondo cui lo yuan a ottobre ha raggiunto quota  8,66% di lettere di credito e incassi (6,64% l’euro). Un forte balzo in avanti dall’1,89% del gennaio 2012. Non male nemmeno il controvalore delle transazioni quotidiane per cui la valuta cinese è  passata dai 34 miliardi del 2010 ai 120 miliardi dello scorso aprile.

IL RENMINBI E IL LEGAME CON I BIGLIETTI VERDI­

Il renminbi (o yuan) è la valuta  avente corso legale nella Repubblica Popolare Cinese. Il renminbi, in cinese “moneta del Popolo”,  è emesso dalla Banca Popolare Cinese, l’autorità monetaria della Repubblica Popolare.  L’abbreviazione ufficiale dello standard internazionale è Cny oppure l’abbreviazione più  comunemente usata e non conforme allo standard è Rmb. Va considerato che il renminbi, infatti,  non è pienamente convertibile con le altre valute nazionali, cioè non può essere negoziato liberamente sul Forex (il mercato dei cambi).
E’ infatti una moneta agganciata soltanto al dollaro,  rispetto al quale può svalutarsi o rivalutarsi giornalmente all’interno di una banda di oscillazione  dell’1%. Da un punto di vista fondamentale lo yuan resta ampiamente sottovalutato se si considera la forza economica della Cina, in funzione dei flussi commerciali e gli investimenti. Le variabili  chiave che determineranno nel 2014 la crescita del gigante cinese continueranno ad essere le  esportazioni, l’andamento del mercato immobiliare e, più importante, il ciclo del credito, oltre naturalmente alle riforme. Il pil reale dovrebbe passare da un incremento quest’anno del 7,6% al  7,8% nel 2014, trainato dall’export verso il G3. Il cambio dollaro Usa/yuan si posizionerà intorno a  quota 6,10 alla fine del 2014.

LA MONETA CINESE È SEMPRE PIU’ INTERNAZIONALE
Lo yuan cinese continua a  segnare nuovi record sul dollaro americano, salendo sui livelli più alti dal 1993 portandosi intorno  ai 6 dollari sulla piazza finanziaria di Shanghai. La valuta di Pechino continua ad apprezzarsi  costantemente, evidenziando una maggiore tolleranza della People’s Bank of China. Le autorità  monetarie cinesi stanno gradualmente cambiando l’indirizzo di politica valutaria, diminuendo  drasticamente gli acquisti di T­Bond americani (le obbligazioni Usa) dopo aver sperimentato un  nuovo record delle riserve in valuta estera.
Nella prossima riforma del sistema finanziario la Cina  dovrebbe spostare il focus proprio sullo yuan, per il quale si va verso la piena convertibilità allo  scopo di attrarre maggiori flussi di capitale nel mercato finanziario più sviluppato del paese,  ovvero Shanghai. Ai residenti della zona potrebbe così essere concessa la possibilità di aprire conti  correnti sia in yuan che in valuta estera, per poi avere la piena convertibilità dello yuan non appena  si penserà che i tempi siano maturi per un passo del genere.

DOLLARO, L’ECONOMIA STA RIPARTENDO ­

Il dollaro statunitense è la valuta ufficiale  degli Stati Uniti d’America. È anche ampiamente utilizzato come valuta di riserva al di fuori degli  Stati Uniti. Normalmente si indica con Usd ed è diviso in 100 centesimi. Originariamente era  ulteriormente suddiviso in 1000 “mill”, utilizzati fino a quando la seconda guerra mondiale non  rese l’alluminio troppo costoso per essere utilizzato come metallo da conio (e l’inflazione crescente  li rese di valore insignificante).
Il nome del dollaro statunitense deriva dal dollaro spagnolo (che a  sua volta deriva dal termine tallero). Le prospettive per la divisa Usa appaiono più rosee di un  tempo.
L’economia americana è in decisa crescita e ormai il ritiro degli stimoli monetari appare  sempre più scontato, nonostante Janet Yellen (che sostituirà Bernanke alla guida della Fed, la  Banca Centrale Americana) abbia fatto intendere di voler continuare a inondare i mercati di  liquidità a basso costo per sostenere ancora la ripresa economica negli Usa

PER IL 2014 C’È DA ESSERE OTTIMISTI 

Negli ultimi 12 mesi il dollaro americano ha sofferto  molto sui mercati valutari, riuscendo a evidenziare buone performance soltanto nei confronti delle  due monete maggiormente sotto stress negli ultimi mesi, ovvero lo yen e il dollaro australiano. Il  biglietto verde si è piegato, però, alla forza di euro, sterlina e yuan, complice la minore richiesta di valute rifugio a seguito del graduale miglioramento della crisi dei debiti sovrani europei e del  maggiore appetito per il rischio sui mercati finanziari globali. Gli analisti valutari che profetizzano  una riscossa del dollaro nel 2014 sono in aumento e le ragioni tecnico­ fondamentali sembrano  essere effettivamente favorevoli alla valuta statunitense.
Tuttavia, il significativo miglioramento  del pil e la disoccupazione scesa al 7% ai minimi da 5 anni fanno presagire un imminente avvio del  tapering.Nel 2014 il biglietto verde potrebbe rafforzarsi sia perché il differenziale di crescita con  altre aree economiche dovrebbe ampliarsi (in particolare con l’eurozona) sia perché Camera e  Senato Usa hanno da poco raggiunto un’intesa definitiva sulla legge di bilancio, scongiurando una  nuova paralisi del governo.

PUNTARE SUL DOLLARO SE NON SI AMA IL RISCHIO

Il dollaro statunitense si sta  dimostrando in grande spolvero rispetto a quasi tutte le valute mondiali in scia alla decisione della  Federal Reserve di dare avvio al tapering a gennaio, con una riduzione di acquisti di Treasury e  Mbs (un altro genere di titolo obbligazionario Usa) per 10 miliardi di dollari al mese. Era un  evento molto atteso che però non ha avuto le ripercussioni temute, soprattutto sui mercati azionari.  I meriti vanno tutti a Bernanke che già nelle ultime apparizioni aveva sottolineato che tapering non  vuol dire tightening (rialzo dei tassi di riferimento), riducendo le tensioni che si erano venute a  creare nelle ultime settimane. Secondo le previsioni degli esperti, dunque, quello attuale si  dimostra come un buon momento per investire sulla divisa Usa con un cambio Euro/­Dollaro  intorno a 1,37. source
Per quanto riguarda gli investimenti in Cina, c’è una dimensione di rischio che va  considerata e per questo si consiglia di puntare solo una piccola parte dei propri investimenti sulla  valuta cinese. La Repubblica Popolare sta infatti trattando con molti paesi dell’Africa, del Sudest  Asiatico e del Medio Oriente, per ottenere un maggior utilizzo della sua divisa negli scambi di  materie prime a scapito del dollaro. Se il Dragone ottenesse un significativo successo su questo  fronte, il renminbi troverebbe senz’altro un ottimo trampolino di lancio, per affermarsi ancor di più  come valuta emergente sui mercati internazionali. Ma per ora è difficile fare presvisioni certe.