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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 24 gennaio 2014

L’economia mondiale rischia di essere mangiata dalla deflazione...

Il Fondo Monetario internazionale ha diffuso una nuova storia horror.
L’Amministratore delegato di questa organizzazione Christine Lagarde è dell’opinione che la ripresa dell’economia mondiale può essere seriamente ostacolata da una deflazione. Se l’inflazione è un Genio, la  deflazione è un Orco da combattere con fermezza.

A dar credito al Capo del Fondo Monetario Internazionale, attualmente proprio l’Orco-deflazione risulta essere una minaccia di gran lunga più grave poiché significa la riduzione della domanda dei consumatori e degli investimenti, aumenta il valore reale dei crediti e riduce l’efficacia delle leve finanziarie.

Gli umori pessimistici prevalgono esplicitamente anche a l'interno del Fondo. In particolare, i suoi esperti fanno riferimento ad un rapporto di Desmond Lachman, esperto dell’American Enterprise Institute, il quale constata che l’economia dell’Europa si è trovata in una “trappola deflazionistica” e, di fatto, si è fermata. L’estensione della disoccupazione e della crisi creditizia e debitoria portano alla stagnazione, alla deflazione e a l'aumento del valore reale del debito statale già enorme dei cosiddetti paesi problematici e della zona euro nel suo insieme.

Tuttavia, non c’è chiarezza sul problema: che cosa è preferibile – inflazione o deflazione? A quanto pare, se ne rende conto Christine Lagarde stessa. Perorando la necessità di lanciare investimenti ed altri strumenti di consumo, capaci di azionare il volano inflazionistico, ella, al tempo stesso, esorta a non darsi agli eccessi. Non solo, le preoccupanti previsioni della Lagarde, sia attuali che quelle precedenti, possono perseguire un obiettivo del tutto mercantilistico,- dice Boris Rubtsov, professore dell’Accademia Finanziaria Russa.

Il Fondo Monetario Internazionale non è l’unica organizzazione finanziaria a combattere la crisi d’oggi. In questo senso Christine Lagarde semplicemente allude al fatto che raggiungere risultati comuni è possibile solo con impegno congiunto, innanzitutto con impegno del Fondo stesso, il che, a sua volta, richiede di aumentarne le riserve finanziarie.

Cosa ne pensano gli USA che molti dirigenti della Ue considerano locomotiva capace di tirare fuori l’economia mondiale dal vortice della crisi? Alla fine del 2013 il Sistema della Riserva Federale degli Stati Uniti d'America ha deciso di spingersi alla riduzione graduale del programma di ammorbidimento quantitativo derivante dalla necessità di riempire l’economia di denaro. Ma non si deve perdere di vista il fatto che esistono determinati problemi nei rapporti tra il Fondo e gli USA, nonché le caratteristiche specifiche delle ricette anti crisi del dicastero della Lagarde – ritiene Alexej Kuznetsov, capo del Centro Studi Europei del IMEMO (Istituto per l'Economia Mondiale e le Relazioni Internazionali presso l’Accademia delle Scienze Russa):

Il Fondo Monetario Internazionale innanzitutto fornisce garanzie. Tale politica, in sostanza, consente di acquietare gli speculatori finanziari attivi sui mercati mondiali. Innanzitutto quelli americani. Quanto alla lotta contro la crisi economica in seno alla Ue, a condurla sono innanzitutto gli europei stessi e non gli USA e il Fondo Monetario.

La maggioranza degli esperti mondiali di primo piano ritengono che il programma di ammorbidimento quantitativo sia stato d’aiuto agli Usa. Ma ora il Sistema della Riserva Federale degli Stati Uniti sta passando ad una nuova politica economica i cui risultati, probabilmente, aiuteranno a comprendere meglio: chi ha ragione nell’ambito delle discussioni anti crisi. source ruvr.ru