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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 27 gennaio 2014

E' scontro sulla reputazione dei Bitcoin

Il fondatore di Virgin, Richard Branson, difende la valuta virtuale e replica alle critiche dell'a.d. di JP Morgan e del segretario Usa al Tesoro.

A riprova del carattere controverso dei Bitcoin, c'è in corso un braccio di ferro tra chi attacca e chi difende la reputazione della valuta virtuale. Sul primo fronte si sono schierati Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, e Jack Lew, segretario americano al
Tesoro. Sull'altro c'è il miliardario Richard Branson, convinto che i Bitcoin (o altre valute virtuali) diventeranno una moneta globale.

Branson, che lo scorso novembre ha iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per l'acquisto di biglietti da 250.000 dollari l'uno per andare nello spazio con la sua linea aerea Galactic, ha dichiarato ai microfoni di Cnbc che "l'idea è molto eccitante. Credo che avere una valuta globale dove non si deve ricorre al cambio di valute è lodevole e chiunque sia dietro a Bitcoin è brillante". Il fondatore di Virgin Group parlava da Davos, Svizzera, la località dove è in corso il World Economic Forum e da dove Dimon e Lew hanno invece lanciato i loro moniti.

Il numero uno di JP Morgan ha spiegato che "la questione non è se noi li accettiamo [i Bitcoin]. Il punto è se partecipiamo con coloro che facilitano [l'uso] di Bitcoin". Per Dimon la valuta virtuale finirà per essere sottoposta agli stessi standard regolamentari di altri sistemi di pagamento per poi "probabilmente scomparire". Dal canto suo Lew ha aggiunto: "dal punto di vista del governo, dobbiamo essere certi che [i Bitcoin] non diventino il condotto per finanziamenti illegali o per finanziamenti di attività con fini maligni come il terrorismo". source
Il segretario al Tesoro ha spiegato che si tratta di "una forma anonima di transazione che offre la possibilità di nascondersi".

Sebbene Lew e Dimon ragionino sulla stessa linea, vale la pena ricordare che proprio JP Morgan il mese scorso ha depositato un brevetto per un sistema di pagamento computerizzato che, come con i Bitcoin, permette agli utenti di effettuare operazioni in forma anonima. Intanto Galactic ha venduto "sei osette biglietti in Bitcoin", ha detto Branson.