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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 14 gennaio 2014

Crisi dell’euro. Il Parlamento europeo mette la Troika sotto controllo

Una delegazione della Commissione dell’Europarlamento per la verifica dell’attività finanziaria della “Troika” è partita in una tournee per quattro paesi problematici della zona Euro – Portogallo, Grecia, Cipro ed Irlanda. Il motivo della decisione di costituire la Commissione sta nei giudizi negativi sull’attuazione delle raccomandazioni della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea (BCE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per far uscire le economie e le finanze dei suddetti paesi dalla crisi.

Secondo le dichiarazioni di una serie di politici ed esperti, proprio queste raccomandazioni hanno comportato un ulteriore peggioramento della situazione.
Secondo le parole di alcuni deputati dell’Europarlamento, ultimamente il meccanismo di vigilanza della zona Euro, che dal 2010 funziona nella persona delle troika dei creditori, in sostanza, è diventato una struttura chiusa ed incontrollabile. In nessuno dei paesi in crisi i piani originari della Troika hanno trovato reale attuazione. Anzi, le loro economie hanno subito un drammatico crollo, l’aumento del tasso di disoccupazione e del debito statale in questi paesi è risultato di gran lunga più alto del previsto. IL deputato e membro tedesco dell’Europarlamento Jurgen Klüte ha accusato i membri della Troika di violare la legislazione dell’Ue, facendo riferimento ad una grossolana ingerenza nella sfera sociale dei paesi in argomento.
Nel giugno dell’anno scorso la stampa europea aveva iniziato a parlare anche di una crisi in seno alla Troika. Il capo della Commissione Europea Jose Manuel Barroso è dell’opinione che è giungo il momento per l’Europa di rinunciare ai servizi del FMI le cui raccomandazioni si stanno scontrando con una forte resistenza. Tutto ciò ha avuto come conseguenza il fatto che nell’ottobre scorso il Comitato per l’economia e le finanze dell’Europarlamento ha lanciato l’idea di avviare un’indagine sui risultati dell’attività della Troika.
In questi giorni 9 membri del Comitato si sono messi sulle tracce dell’"indomabile Troika".
Già i primi negoziati svoltisi a Lisbona con funzionari del governo, finanzieri e rappresentanti delle organizzazioni pubbliche hanno evidenziato che all’interno della Troika stessa non c’è unità di vedute. Così, al l Portogallo che si trova sulla via della guarigione, gli esperti di detta struttura hanno promesso una certa “libertà d’azione”.
Ma sempre per volere dei dirigenti della Troika stessa queste promesse risultano sospese a mezz’aria. Per questo motivo, a detta del vice capo dell’Europarlamento e deputato in rappresentanza del Partito popolare dell’Austria Othmar Karas, la Commissione si prefigge lo scopo di rendere l’attività della Troika più trasparente, più aperta, di aumentarne la legittimità democratica e di rendere più efficace il controllo parlamentare.
Peraltro, gli oppositori di Karas dichiarano che senza la formazione di questa tripla struttura di controllo i paesi problematici della zona Euro avrebbero già fatto bancarotta. Il professore russo Ivan Rodionov ritiene che nonostante la critica da parte dei parlamentari, le raccomandazioni delle Troika siano giustificate.
Il già menzionato deputato tedesco Jurgen Klüte ritiene che sia necessario apportare delle modifiche alle priorità principali dell’attività della Troika:
Come devono essere attuate le riforme? È il problema principale che ci poniamo. Se in futuro di nuovo avremo bisogno di creare una struttura simile, essa dovrà funzionare su una base parlamentare – in modo legittimo, sotto controllo e con responsabilità.
Recentemente si è appreso che i membri della Commissione parlamentare non hanno potuto partire in volo da Lisbona alla volta di Atene. La Grecia ha richiesto di rinviare temporaneamente il viaggio. A proposito, dal 1 gennaio 2014 questo Paese ha assunto la presidenza dell’Ue. L’interrogativo del “perché i greci hanno deciso di rinviare un appuntamento con gli ispettori parlamentari” è rimasto aperto.