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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 25 ottobre 2013

Perché la Spagna sta meglio dell’Italia

Sono ben dieci i motivi che fanno pensare a un rilancio di Madrid migliore rispetto a quello di Roma: dalla stabilità politica alla fiducia dei mercati eccoli spiegati uno per uno.

La crisi economica italiana era stata affrontata finora guardando a chi stava peggio: ci hanno raccontato che non c’era bisogno di preoccuparsi perché altri paesi
europei erano in difficoltà maggiori delle nostre, ora non ci si può aggrappare nemmeno a questo. La Spagna, infatti, è ufficialmente uscita dalla recessione, con un prodotto interno lordo che torna a crescere, anche se in maniera molto timida, ma sufficiente per pensare a una svolta. Il Sole 24 Ore ha elencato stamattina dieci ragioni per cui l’economia iberica può riprendersi più velocemente rispetto a quella italiana. Vediamoli uno per uno.
Stabilità politica
Diversamente da quanto accade qui, a Madrid il governo è molto più solido: l’esecutivo guidato da Mariano Rajoy è in carica dal 2011 e gode di una buona maggioranza. La crisi politica è l’ultimo dei pensieri e sappiamo bene quanto l’instabilità pesi sull’andamento dello spread.
Investimenti diretti esteri
Le risorse spagnole degli ultimi quattro anni ammontano a 105 miliardi di euro, denaro utile per le aziende, le acquisizioni e gli stabilimenti. L’Italia si è fermata al di sotto dei settanta miliardi.
Settore automobilistico
I grandi colossi di questo mercato stanno puntando sulla Spagna (in primis Ford e Renault), allettati dai costi, dalle tasse e dalle regole del lavoro. Il nostro settore è tornato ai livelli del 1958, quello iberico continua a crescere. source
Flessibilità del lavoro
Il mercato lavorativo di Madrid è sempre più flessibile: i costi dei licenziamenti sono stati ridotti, anche se non esiste un articolo 18 come nel Belpaese.
Disoccupazione
Sono quasi sei milioni i disoccupati di Spagna, ben il 26% della forza lavoro. Si tratta di un paradosso, nel lungo periodo questo problema diventerà un dramma, ma ora può favorire la ripresa economica.
Esportazioni
Se il prodotto interno lordo è tornato a crescere, una buona parte del merito si deve soprattutto all’export: il primo semestre del 2013 ha fatto registrare un +8%, grazie al contributo di Cina, Brasile e Sudafrica.
Settore immobiliare
L’economia spagnola è stata letteralmente travolta dal crollo del real estate. Qualcosa comincia però a cambiare, come testimoniato dai 113,5 milioni di euro investiti da Bill Gates, numero uno della Microsoft, nel gruppo di costruzioni Fomento de Construcciones y Contratas.
Privatizzazioni
In Italia ancora si tentenna, mentre in Spagna le privatizzazioni sono andate a buon fine: Telefonica e Iberia hanno ottenuto dei fatturati e degli utili di tutto rispetto.
Aiuti europei
Madrid ha evitato la bancarotta grazie a un generoso prestito dell’Unione Europea, quarantuno miliardi di euro; questi aiuti sono stati determinanti e hanno assicurato la solidità del sistema bancario.
La Borsa
I mercati stanno dando fiducia alla Spagna: lo spread iberico si sta avvicinando a quello italiano e Rajoy farà di tutto per non dare alle piazze finanziarie motivi di agitazione.