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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 15 ottobre 2013

L’ennesima sigla del Fisco: cos’è il Trise

La Legge di Stabilità ha introdotto una nuova misura tributaria: al posto della Tares ci sarà il Tributo sui Servizi Comunali, anche se non si conoscono ancora aliquote e tariffe. 

La bozza della Legge di Stabilità ha arricchito di una nuova sigla il lungo elenco di tasse e tributi che
caratterizza il nostro paese: non c’è dubbio che la misura che suscita più attenzione delle altre è il cosiddetto Trise, cinque lettere a cui dovremo abituarsi al posto dell’altrettanto discussa Tares (Tassa Rifiuti e Servizi). Come al solito, i nomi cambiano, ma non il succo di quello che dovranno pagare gli italiani, dunque spieghiamo meglio di cosa si tratta.
Come spiega il testo del decreto, il Tributo sui Servizi Comunali può essere diviso in due parti: la prima serve a coprire i costi per la gestione dei rifiuti urbani (Tar), mentre la seconda i costi dei servizi indivisibili dei comuni (Tasi). Chi è chiamato in causa dunque? Entrando più nello specifico, il Trise si rivolge a quelle persone che sono in possesso o che occupano delle unità immobiliari a qualsiasi titolo, anche se ci deve essere una solidarietà tra chi fa parte del nucleo familiare e chi usa in comune le unità. source
Il funzionamento prevede tempi e modalità ben precise di pagamento. L’importo va infatti versato in quattro rate a cadenza trimestrale: di conseguenza, ci sono quattro scadenze da rispettare, vale a dire il 16 gennaio, il 16 aprile, il 16 luglio e il 16 ottobre. Comunque, non è escluso il pagamento in una soluzione unica, ma in questo caso bisogna fare riferimento soltanto a una scadenza, quella del 16 giugno di ogni anno.
Le unità immobiliari e le aree scoperte, inoltre, sono prese in considerazione nel momento in cui producono dei rifiuti urbani. C’è poi la domanda più importante a cui bisogna dare una risposta: quanto si paga in totale? Saranno i vari comuni a determinare le tariffe e le aliquote, nel caso della parte Tasi ( i servizi indivisibili) sembra che l’aliquota possa essere pari all’uno per mille.