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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 8 ottobre 2013

Eurozona: I dubbi dell’Fmi sul bailout della Grecia

Quasi un terzo dei membri del Fondo monetario internazionale (Fmi) ha avanzato seri dubbi sull’efficacia del bailout della Grecia nel 2010, criticando il piano per la mancata cancellazione del debito e per aver “imposto misure dolorose ai greci
senza chiedere nulla ai creditori europei”, scrive il Wall Street Journal.
Il quotidiano finanziario ha visionato le minute riservate di un incontro del Consiglio esecutivo dell’Fmi, e rivela che nonostante le dichiarazioni pubbliche a sostegno del bailout molti paesi hanno espresso forti preoccupazioni sui “rischi immensi” legati al piano di salvataggio.

La fuga di notizie arriva alla vigilia dell’incontro annuale dell’Fmi che si terrà a Washington l’11 ottobre e proprio mentre il Fondo torna a fare pressione sui governi europei affinché cancellino parte del debito greco, minacciando di non partecipare a eventuali bailout futuri. A giugno il Fondo ha ammesso di aver sbagliato nella gestione del caso greco. source

Secondo il Wall Street Journal l’insistenza dell’Fmi nasce “dall’amarezza” suscitata in molti paesi non europei dai negoziati durante un incontro del 2010 per approvare il bailout, che includeva un aumento delle tasse e sostanziosi tagli alla spesa pubblica senza prevedere alcuna ristrutturazione del debito:

    "Alcuni dissidenti dell’Fmi credono che all’epoca gli interessi dell’Europa abbiano prevalso su quelli della Grecia, che dal 2009 ha visto la sua economia contrarsi di un quinto e il tasso di disoccupazione raggiungere il 28 per cento."

Dalle minute emerge che alcuni paesi europei hanno sostenuto che la mancata cancellazione del debito era dovuta al timore di un contagio di altri paesi come Francia e Germania.