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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 10 ottobre 2013

Draghi spinge per unione bancaria

Il presidente della Banca centrale europea nel suo intervento alla Harvard Kennedy School. L'euro è "irreversibile" e chi credeva fallisse "si sbagliava".

L'unione bancaria non è in perdita di sovranità". Sono le parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ieri è intervenuto alla Harvard Kennedy School di Boston, Massachusetts. Nel suo discorso Draghi, che negli anni '70 ha studiato nella prestigiosa università americana, ha ricordato quanto sia fondamentale per l'Ue arrivare a regole uguali per tutte le banche dei Paesi europei proprio nel giorno in cui il Fondo monetario internazionale ha sottolineato nel suo Global Financial Stability Report che l'Europa ha fatto "passi avanti" sulla questione anche se "l'outlook resta incerto". Per chiarire il tema davanti agli studenti della Harvard University, il presidente della Bce ha portato l'esempio di una società spagnola che riceve un prestito a un tasso più alto da una banca del suo Paese rispetto a quello di una olandese: in questo caso non siamo davanti a un mercato unico per i capitali, ha ricordato. "Questo è quello che l'Unione bancaria vuole capovolgere".Draghi ha poi concluso: "L'unione bancaria può giocare un importante ruolo nel rompere il circolo vizioso che esiste in Europa fra le banche e i debiti sovrani". source

"Nei giorni della crisi molti commentatori da questa parte dell'Atlantico credevano che l'area euro sarebbe fallita, hanno sbagliato", perché "i critici dell'euro hanno sottostimato la volontà politica" dell'Unione. Così ha continuato il suo intervento Draghi. Il numero uno della Bce ha infatti parlato della moneta unica come un "processo irreversibile", nato "dall'impegno dei Paesi europei per andare verso una maggiore integrazione". Draghi - negli Stati Uniti per partecipare al meeting del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale a Washington - ha dato fiducia all'Europa sostenendo che gli stati dell'Unione sono riusciti a fare importanti passi per risanare i loro bilanci. I dati parlano di un'inversione di tendenza: "Il deficit primario dell'area euro è sceso dal 3,5% del 2009 attorno allo 0,5% del 2012". Draghi ha anche portato l'esempio degli Stati Uniti dove il deficit "era di circa il 6% nel 2012". "L'area euro ha creato più di 600.000 posti di lavoro rispetto agli Usa dal 1999", ha concluso il numero uno della Bce che ha ricordato che mentre in Usa la disoccupazione è stata meno pesante che in Europa, la stessa cosa non è avvenuta sul fronte della creazione di nuovi posti di lavoro.
di Angelo Paura