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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 28 luglio 2013

Fallimenti Municipali USA...Detroit non è un caso isolato

Whitney torna alla carica: Detroit non è un caso isolato.
L'analista diventata famosa per avere previsto la crisi del settore bancario nel 2007 anticipa altre bancarotte municipali in Usa

Nel 2007 era diventata famosa per aver previsto i guai finanziari di Citigroup prima dello scoppio della crisi. Nel 2010 aveva avvertito: centinaia di comunica americani finiranno in bancarotta. Le previsioni
dell'analista Meredith Whitney si rivelarono esagerate ma ora, dopo la richeista di Chapter 9 di Detroit, torna alla carica preannunciando che gli effetti di Motown si faranno sentire in lungo e in largo in tutti gli Stati Uniti.

Whitney ha detto che Detroit ha agito come un paese del terzo mondo. Durante un’intervista al network americano CNBC, Whitney, fondatore e amministratore delegato di Meredith Whitney Advisory Group, ha riferito che tutti, da coloro che posseggono i bond ai semplici contribuenti, soffriranno del fallimento di Detroit.
“Il fatto è che tutti perdono e tutti dovranno avere una concessione” ha commentato Whitney, che all’inizio di quest’anno ha pubblicato il libro “Il destino degli Stati”.
Secondo l’analista, Detroit “ha operato in condizioni da terzo mondo nel paese più ricco del mondo” finché “la città non ha detto che quel che è troppo è troppo”. source
Whitney ritiene però che quello di Detroit non sia un caso isolato: sono molte le città nel Michigan e in tutti gli Stati Uniti che hanno simili carichi di debito. Se uno scenario simile a quello di Detroit si profilasse nel resto del paese ci sarebbe un effetto a cascata sull’americano medio poichè “la posta in gioco sono i servizi sociali su cui contiamo”.
Già questa settimana, in un editoriale sul Financial Times, l’analista aveva dichiarato che le scosse di assestamento che seguiranno il fallimento di Detroit saranno “sconcertanti”. Tuttavia l’intervista alla CNBC si è conclusa con una nota di ottimismo grazie agli effetti del crollo del settore immobiliare: "Immaginate di avere l'opportunità di investire in un mercato a rapida crescita come quello negli emergenti ma senza dovere subire le relative pressioni inflative che ne derivano. Ecco, avete gli Stati Uniti". Per Whitney, infatti, “per quanto tragica la possa essere la situazione a Detroit”, “ci sono ancora tante cose che stanno andando bene negli Stati Uniti”.