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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 18 giugno 2013

Roubini: crescente incertezza globale, possibili nuove crisi

Nouriel Roubini parla di una "nuova anormalità", ovvero di un periodo in qualunque presupposto di mercato è messo in dubbio e che fa seguito ad anni di crescita "dolorosamente lenta ma prevedibile".
Questo potrebbe portare a nuove crisi: "si pensa che gli Stati Uniti possano permettersi di rimandare scelte difficili, che l'Europa riuscirà a cavarsela e che le tensioni in Medio Oriente si spegneranno da sole.
Queste sono illusioni pericolose", ha scritto, sottolineando che cinque anni dopo la crisi finanziaria siamo entrati in un periodo di crescente incertezza globale e instabilità che quasi certamente innescherà nuove crisi.


Roubini ha inoltre sottolineato che l'exit strategy della Fed è "pericolosa" per la stabilità finanziaria.

Mentre i banchieri centrali della Federal Reserve si riuniscono per decidere come proseguire con la politica monetaria, c'è chi prevede che tirare il freno a mano sugli stimoli all'economia avrebbe conseguenze "pericolose" per la stabilità finanziaria. source
E' di questo parere l'economista premio Nobel Nouriel Roubini, famoso per avere previsto la crisi del 2008, secondo cui "un'economia reale e un mercato del lavoro debole, insieme a un alto debito, suggeriscono la necessità di abbandonare gli stimoli monetari lentamente".
Tuttavia, anche una exit strategy graduale non è esente da rischi, perché "potrebbe creare una bolla del credito e degli asset grande quanto la precedente, se non di più", ha precisato l'economista in un documento scritto a quattro mani con Ian Bremmer e pubblicato sul magazine Institutional Investor.