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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 18 giugno 2013

Rapporto Economia de La Sapienza: riforma Fornero aumenta la disoccupazione

Nel quadro della crisi economica la riforma Fornero delle pensioni gravera’
negativamente sul tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile.
Lo afferma il ‘Rapporto sullo Stato sociale 2013′ della facolta’ di Economia de La Sapienza, curato dal prof. Felice Roberto Pizzuti e presentato oggi presso l’ateneo romano.

”Nell’attuale situazione di crisi strutturale, e particolarmente in quella italiana – e’ la premessa dello studio – la congenita difficolta’ di creare posti di lavoro fa si’ che l’aumento dell’eta’ pensionabile tenda a ridurre il turn over, ad aumentare la disoccupazione giovanile, ad aumentare l’eta’ media e il costo della forza lavoro, a ridurre la capacita’ innovativa e la produttivita’, ad ampliare la fascia di popolazione in eta’ matura che ha difficolta’ a mantenere o ritrovare il posto di lavoro mentre e’ sempre piu’ lontana dalla pensione”. source
In tale quadro, secondo l’analisi de La Sapienza ”la riforma Fornero-Monti ha aggravato queste problematicita’ ed altre ancora”. ”E’ stato valutato – argomenta lo studio – che il forte aumento dell’eta’ di pensionamento deciso nel dicembre 2011, aumentando il costo del lavoro e riducendo la produttivita’, incidera’ negativamente sul tasso di disoccupazione, aumentandolo di circa un punto percentuale.

D’altra parte – prosegue il Rapporto – il minor numero di pensionamenti provocati gia’ nel 2012 dagli slittamenti dell’eta’ di pensionamento decisi dal precedente governo ha gia’ contribuito al contestuale aumento della disoccupazione giovanile oramai proiettato verso il 40%”. Secondo lo studio del prof. Pizzuti, pertanto, gli effetti della riforma faranno si’ che ”ogni anno di vita aggiuntiva conquistata dovra’ essere interamente impiegata a fini lavorativi, mentre la stessa Comunita’ Europea suggerisce che cio’ dovrebbe valere solo per i due terzi”.