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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 20 giugno 2013

Perchè le banche italiane guardano meno all’estero

Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e molte altre: le filiali in terra
straniera non sono diminuite, ma l'espansione non è più la stessa di un tempo.

Sempre più banche italiane stanno imparando la lezione, in questo periodo non è più consigliabile continuare ad aumentare la presenza all’estero: la scelta migliore, invece, consiste nel vendere, come hanno fatto nomi importanti quali Unicredit, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Perché i nostri più importanti istituti di credito si comportano così? Fino a qualche tempo fa uno scenario simile era inimmaginabile.

Sono molti i casi emblematici. Ad esempio, il più importante gruppo italiano, Unicredit, è anche quello che vanta la presenza all’estero più massiccia. La strategia non è certo cambiata, ma qualche fatto va ricordato. Ad esempio, il gruppo guidato da Federico Ghizzoni ha abbandonato il Kazakistan (dopo aver capito che i costi da sostenere erano eccessivi), senza dimenticare la cessione di una quota della polacca Bank Pekao, uno dei fiori all’occhiello dell’Europa dell’Est. source

La presenza in altre nazioni (in primis Austria e Germania) rimane importante, ma si cerca di non esagerare, se proprio si vuole estremizzare al massimo il concetto. Lo stesso discorso vale per Intesa Sanpaolo. La banca torinese è sempre stata molto accorta nell’espandersi all’estero e ora non è certo giunto il momento per inserire una marcia più potente: i paesi “conquistati” sono dodici, ma ovviamente le differenze vi sono (ad esempio in Repubblica Ceca c’è una sola filiale).

Altro esempio interessante è quello del Banco Popolare, ben concentrato soprattutto nel Regno Unito (Londra) e nel Granducato del Lussemburgo, ma attualmente più interessato a migliorare le attività italiane. E che dire della già citata Bper? L’istituto di credito emiliano si è specializzata in passato soprattutto nell’area dei Balcani (Bosnia, Croazia e Slovenia), ma progressivamente le partecipazioni sono state vendute e ora la presenza all’estero è senza dubbio più contenuta.