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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 25 giugno 2013

Le paure per l’economia di Hong Kong

L'agenzia di rating Moody's ha declassato l'outlook della regione amministrativa da stabile a negativo: a pesare la situazione non rosea del sistema bancario. 

Per il momento prevalgono la tranquillità e l’ottimismo, ma resta il fatto che un declassamento del rating non va mai sottovalutato: Hong Kong, celebre regione amministrativa della Cina, non può certo far finta di niente dopo che
l’agenzia americana Moody’s ha ridotto l’outlook del suo sistema bancario da stabile a negativo. Questo vuol dire che altri declassamenti potrebbero avvenire in futuro, a causa dei tassi di interesse negativi e della crescente esposizione degli istituti di credito alla Cina.

Gli analisti finanziari ritengono ogni timore infondato, ma cerchiamo di capire come stanno realmente le cose. Il sistema bancario locale sta cambiando in maniera molto rapida, con i prezzi dei beni principali saliti a livelli mai visti prima. Si sta pur sempre parlando di uno dei centri finanziari più importanti del mondo, dunque notizie del genere sono piuttosto particolari. L’esposizione all’ex Impero Celeste è attualmente pari al 16,5%, non ancora eccessiva, ma nel 2009 era inferiore al 10%. source

C’è anche chi parla di percentuali positive, ritenendo fondamentale l’appoggio della Cina, dato che le banche di Hong Kong non possono sopravvivere solamente grazie ai prestatori locali e al settore privato. Nessuno si preoccupa più di tanto, soprattutto perché il rating governativo è ben saldo, un Aa1 che certifica ed enfatizza la forte posizione fiscale. Qualche giorno fa sono stati resi noti alcuni dati economici molto interessanti.

In particolare, il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,5 al 3,4% nel periodo compreso tra marzo e maggio (rispetto al trimestre precedente). La crescita economica, inoltre, è stata pari allo 0,2%, grazie soprattutto alla solida domanda interna e nonostante i fiacchi scambi commerciali con i principali mercati sviluppati. Alla fine dell’estate capiremo se ci sarà ancora ottimismo.