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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 4 giugno 2013

La crisi arriva anche in Germania... stime Pil 2013 dimezzate

Anche l’economia più forte d’Europa colpita dalla crisi: il Fondo Monetario
Internazionale stima il prodotto interno lordo tedesco dimezzato nel 2013; una batosta durissima per la Germania.
Sembra proprio che la crisi economica colpisca anche la potente e inossidabile Germania, il Fondo monetario internazionale ha corretto al ribasso le stime di crescita tedesche per l’anno 2013 che da una prima analisi si stimava crescesse dello 0,6%, siamo passati, attraverso un
taglio netto del 50%, al nuovo valore fissato allo 0,3%; mai nella storia recente della Germania abbiamo assistito ad una modifica della percentuale di crescita stimata così drastico.

Quindi dopo Grecia, Spagna, Portogallo, Francia e Italia, anche la Germania dovrà fare i conti con la crisi economica più forte e devastante mai verificatasi dalla fine della seconda guerra mondiale e ai nostri giorni. Il generale rallentamento dell’economia globale coinvolge anche Berlino e influisce inevitabilmente sulla crescita del paese rallentandola vistosamente, anche se l’economia tedesca rimane la più solida. source
Attraverso riforme strutturali delle banche, interventi al sistema finanziario previsti per la fine dell’anno, le previsioni indicano già una graduale ripresa, anche se leggera, a partire dall’ultimo trimestre del 2013.

Questo si augura anche Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea che in una recente intervista, riferendosi all’intera Europa, non ha scorporato la Germania coinvolgendola nel generale ribasso europeo. ***Dopo mesi di grande crisi e un inizio dell’anno ancora caratterizzato da un’economia debole, che stenta a decollare, la seconda metà del 2013 sarà caratterizzata da una lieve ripresa. Secondo il presidente della BCE Mario Draghi, intervistato al termine del consiglio direttivo dell’Eurotower, i prossimi mesi saranno caratterizzati da un’accresciuta fiducia sui mercati europei, che innescherà un circolo virtuoso portando ad una lenta ricrescita. Un segnale importante in tal senso viene, secondo Draghi, anche dall’apprezzamento dell’Euro sulle valute estere, che rispecchia la fiducia nella moneta unica e contribuisce a favorire la crescita economica e la stabilità stabilità dei prezzi. Draghi ha posto l’accento sull’importanza, per l’andamento dell’economia dell’Eurozona, delle riforme intraprese dai vari governi dell’UE in vista della stabilità finanziaria, che andranno perseguite ed intensificate dai singoli Stati, affinché possano sostenere la crescita.
Anche l’inflazione, variabile fondamentale per la ripresa dell’economia, scenderà e resterà contenuta entro la soglia del 2%. Moderato ottimismo, dunque, da parte dei vertici della BCE, che manterrà, per il futuro, una politica finanziaria accomodante pur se, avvisa Draghi, la domanda sui mercati stenterà a crescere.***

In Germania la percentuale di disoccupazione è bassa e i consumi ancora a livelli alti, tuttavia le riforme del sistema finanziario, per una pronta ripresa, adesso sono una priorità. La Bundesbank, che aveva stimato una crescita intorno allo 0,4% per l’anno 2013, parla di difficoltà nelle esportazioni e negli investimenti a livello continentale che si riflettono su l'economia interna, così il premier Angela Merkel che ha letto le stime del suo Ministero dell’Economia prevedere un iniziale +0,5%, ridimensionate poi dalla banca centrale Tedesca allo 0,4%, adesso da Washington si vede arrivare un’ulteriore mazzata con la percentuale di nuovo ridotta allo 0,3% dovrà intervenire d’urgenza e applicare quelle modifiche necessarie e richieste un po’ da tutti compresi il fondo monetario internazionale e la banca centrale europea. Adesso la Germania appare sempre come un gigante, ma più piccolo.