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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 27 maggio 2013

Perchè l’Ue vuole promuovere il bilancio italiano

Fra due giorni Bruxelles archivierà la procedura di infrazione relativa al nostro paese: sono sei le raccomandazioni da rispettare per non tornare nella "lista nera".

Ne abbiamo dette e lette di cotte e di crude sull’economia italiana e sul suo bilancio in condizioni disastrose: allora perché fra due giorni esatti la Commissione Europea chiuderà la procedura di infrazione per deficit eccessivo che riguarda proprio il Belpaese? Il documento non
è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni fanno pensare in questa maniera. Anzitutto, bisogna capire di cosa si sta parlando e assegnare un significato ben preciso alle parole.

Bruxelles esige dagli stati membri dell’Ue il massimo sforzo per evitare disavanzi eccessivi di bilancio, in modo da far funzionare al meglio l’Unione Monetaria. I due parametri da rispettare sono quelli del rapporto tra il disavanzo e il prodotto interno lordo non superiore al 3% e quello tra debito pubblico e Pil mai al di sopra del 60%. Quando si superano queste soglie scattano le procedure, come accaduto per l’Italia, a patto che si introducano delle misure per correggere la situazione. source
Ora si dà per certa l’archiviazione, ma dovremo rispettare sei raccomandazioni per non tornare nella “lista nera”. Anzitutto, Bruxelles pretende dall’Italia il rafforzamento del bilancio statale, ma anche un funzionamento più efficiente della pubblica amministrazione, così da rendere competitivo il sistema produttivo. Inoltre, è necessario perfezionare il sistema bancario. Dal punto di vista del lavoro, poi, è stata richiesta l’applicazione della riforma Fornero, con maggiore spazio alla flessibilità.

Le ultime due raccomandazioni riguardano il rilancio della formazione dei lavoratori e la riduzione delle tasse su lavoro e imprese, in mood da favorire la concorrenza. Insomma, siamo un paese promosso, ma con molti dubbi e perplessità da sciogliere: questa estate bisognerà “studiare” molto, in particolare il governo Letta deve capire che la priorità è quella occupazionale, ancora prima dell’Imu, con un pacchetto di misure e interventi previsto per il prossimo mese di luglio.