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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 18 aprile 2013

Il quadro desolante dell'economia italiana

In Italia 4,2 mln famiglie non arrivano a fine mese e ricorrono a risparmi, prestiti o rinviano pagamenti.
In Italia 4,2 milioni di famiglie (17%) non arrivano alla fine del mese. E' quanto emerge dall'Outlook Italia 2013 di Censis-Confcommercio. "Rispetto ad un anno fa (marzo 2012) - si legge - aumenta la percentuale di famiglie che dichiara di non essere riuscita a coprire totalmente con le proprie entrate mensili le spese correnti: si passa dall'11% al 17% del campione che ricorre così sempre più frequentemente a utilizzare
i risparmi in banca, a piccoli prestiti e, non ultimo, a rinviare i pagamenti procrastinabili".

Per i primi sei mesi dell'anno le famiglie che prevedono di effettuare una spesa consistente per voci come la ristrutturazione della casa o l'acquisto di un elettrodomestico o di mobili o di un mezzo di locomozione risultano ai minimi rispetto a quanto rilevato nel quattro anni precedenti nell'ambito dell'Outlook Censis-Confcommercio. Cresce, viceversa, la percentuale di famiglie che per il momento rinvia questo tipo di spese.
250mila imprese chiuderanno nel 2013.
Senza imprese non c'è crescita né occupazione, ripresa miraggio.

Nel 2013 se si va avanti così chiuderanno 250mila imprese del terziario e dell'artigianato. A lanciare l'allarme è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli a margine della presentazione dell'Outolook Italia 2013 di Censis-Confcommercio. Sangalli ha ricordato il dato contenuto nell'appello al governo di Rete Imprese Italia e ha invitato tutti a sottoscrivere il manifesto. source
"Senza imprese non c'è crescita e occupazione e la ripresa resta un miraggio - ha detto - è urgente avere un governo che consenta alle imprese di tornare a essere protagoniste dell'economia e dell'occupazione. Le imprese hanno già dato tutto quello che potevano e dovevano fare e anche di più. Oggi gli imprenditori hanno perso la pazienza".
Imprese al collasso, urgente un governo.
Stop aumento Iva, taglio tasse imprese, famiglie e lavoratori.

Il Pil italiano subirà una contrazione dell'1,7% nel 2013 e i consumi caleranno del 2,4%, le imprese sono al collasso e la fiducia delle famiglie è ai minimi storici. Per tutte queste ragioni per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "è necessario e urgente un governo che affronti subito le emergenze del Paese, la crisi è lunga e drammatica e sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema".

Come prima cosa, secondo Sangalli "occorre cestinare l'ipotesi di aumento dell'Iva previsto per luglio e abbassare subito le tasse a imprese, famiglie e lavoratori".

Parlando in occasione della presentazione dell'Outlook Italia 2013 di Censis-Confcommercio, Sangalli ha detto che l'indagine ci consegna tre certezze: "Il 2013 sarà drammaticamente duro con una contrazione del Pil dell'1,7% e un calo dei consumi del 2,4%, le imprese sono al collasso con il credito sempre più latitante e una pressione fiscale record, e i consumi sono in caduta libera. La fiducia delle famiglie è ai minimi storici, 11 milioni non sono in grado di tenere lo stesso tenore di vita e non in grado di pagare spese improvvise e oltre 4 milioni sono i poveri assoluti in Italia".
Italiani pessimisti, consumi a livelli anni '90
Outlook Italia 2013. Forte deterioramento del mercato del lavoro.

Incertezza, pessimismo e paura per il futuro sono i sentimenti prevalenti tra le famiglie italiane nei primi mesi del 2013. I consumi pro-capite sono ritornati ai livelli di metà anni '90 e sono in rapida flessione da quattro anni. E' quanto emerge dall'outlook Italia 2013 di Censis-Confcommercio sulla fiducia di famiglie e imprese, secondo cui il peggioramento dei consumi è soltanto "l'aspetto esteriore più evidente della crisi che attanaglia il Paese. Il forte deterioramento del mercato del lavoro diviene la prima chiave di lettura di questa fase del ciclo economico".

"Molte famiglie - sottolineano Censis-Confcommercio - sono oramai a corto di risorse da destinare ai consumi e a questo si aggiunge una paura diffusa legata alla forte instabilità del mercato del lavoro, divenuto per molti a rischio o inaccessibile".

In questo contesto, il clima di fiducia risulta deteriorarsi ulteriormente. Nei primi mesi del 2013 la quota di pessimisti risulta maggiore degli ottimisti, rispettivamente il 37,5% del campione e il 31,7%, ma soprattutto riguadagna terreno il senso di incertezza passato dal 16% rilevato a settembre 2012 all'attuale 30,8%.