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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 9 aprile 2013

Famiglie sempre più povere ... ma cos’è il potere d’acquisto e perché cala sempre di più


Dice, il rapporto dell'Istat, che nel 2012 il potere d'acquisto del reddito
degli italiani è calato in modo vertiginoso.
Al di là del fatto che ce ne siamo accorti, cos'è esattamente il "potere d'acquisto"

Il potere d’acquisto esprime la quantità di beni e servizi che può essere comprata con un determinato reddito. Per capire che cosa influenza il potere d’acquisto, bisogna prendere in considerazione da un lato l’andamento dei prezzi e dall’altro l’evoluzione del reddito..
Quando i prezzi aumentano (vale a dire quando c’è inflazione) e il reddito rimane inalterato, una somma maggiore è necessaria per effettuare i propri acquisti in un supermercato. Se i prezzi aumentano diminuisce il potere d’acquisto.
Quando cresce il reddito (ad esempio a causa di un aumento dei salari) e i prezzi rimangono inalterati, si può comprare una quantità maggiore di beni e servizi. L’aumento del reddito determina un incremento del potere d’acquisto.
Tutto ciò premesso ecco che oggi l’Istat ci fa sapere che il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici italiane è crollato vertiginosamente: tenuto conto dell’inflazione, nel 2012, rispetto al 2011, si è ridotto del 4,8%. source
Nel quarto trimestre del 2012 il calo è stato ancora più accentuato, pari al 5,4% su base annua.
Nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, in valori correnti, è diminuito del 2,1%. L’Istat sottolinea che nell’ultimo trimestre del 2012 ha registrato una riduzione ancora più forte, pari al 3,2% sul quarto trimestre 2011.
La spesa delle famiglie per consumi finali nel 2012 risulta in calo dell’1,6% a confronto con l’anno precedente. In particolare, nel quarto trimestre è scesa del 2,1% in termini tendenziali.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, pari all’8,2% nel 2012 (in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al 2011), segna il livello annuo più basso da quando è disponibile il dato, cioé dal 1990.