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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 10 aprile 2013

Cos’è, e a cosa serve, il DEF ?


A Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri passa in esame il Documento di economia e finanza (Def).

Mentre al Parlamento Europeo scatta l’allarme contagio per la situazione dell’Italia, il Consiglio dei Ministri approva il Documento di Economia e Finanza.
Da Bruxelles cresce la preoccupazione per la doppia recessione italiana, soprattutto in seguito al rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione Europea pubblicato mercoledì e che riguarda 13 Paesi..

Mario Monti si dice però soddisfatto. “Il Def mostra che il risanamento è avvenuto. Le finanze pubbliche sono su un sentiero sostenibile. È centrato l’obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali”. Stando al documento e alle dichiarazioni del premier infatti, “il graduale miglioramento della situazione sui mercati finanziari registratosi nell’area dell’euro nel 2012 non si è ancora pienamente trasmesso all’economia reale ritardando la ripresa economica”.
L’indebitamento netto si attesta al 3% nel 2013.
Il rapporto tra deficit e pil scenderà al 2,9% nel 2014 e all’1,8% nel 2015.
Ma cos’è il DEF?
Il Documento di Economia e Finanza istituito con la legge n° 39 del 7 aprile 2011 è composto da tre sezioni e rappresenta un punto nodale nella programmazione della politica economica e di bilancio del paese, il punto d’incontro tra politica nazionale e l’Unione Europea.

Di seguito, come riportato nel sito del Dipartimento del Tesoro, ecco i punti affrontati nel documento:
1. Il DEF – Sezione I – Programma di Stabilità dell’Italia indica:

    gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo e gli obiettivi articolati per i sotto settori del conto delle amministrazioni pubbliche;
    l’aggiornamento delle previsioni per l’anno in corso, evidenziando gli eventuali scostamenti rispetto al precedente Programma di stabilità; source
    l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento; per l’Italia, le previsioni macroeconomiche, per ciascun anno del periodo di riferimento, con –evidenziazione dei contributi alla crescita dei diversi fattori, dell’evoluzione dei prezzi, del mercato del lavoro e dell’andamento dei conti con l’estero;
    le previsioni per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche;
    gli obiettivi programmatici, indicati per ciascun anno del periodo di riferimento, in rapporto al prodotto interno lordo, tenuto conto della manovra, per l’indebitamento netto, per il saldo di cassa, al netto e al lordo degli interessi e per il debito delle amministrazioni pubbliche.

2. Il DEF– Sezione II- Analisi e tendenze della finanza pubblica indica:

    l’analisi del conto economico e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche nell’anno precedente e degli eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi programmatici indicati nel DEF;
    le previsioni tendenziali, almeno per il triennio successivo, del saldo di cassa del settore statale e le indicazioni sulle correlate modalità di copertura;
    le informazioni di dettaglio sui risultati e sulle previsioni dei conti dei principali settori di spesa, almeno per il triennio successivo.
    Una nota metodologica, allegata alla seconda sezione del DEF, espone analiticamente i criteri di formulazione delle previsioni tendenziali.

3. Il DEF- Sezione III – Programma Nazionale di Riforma indica:

    lo stato di avanzamento delle riforme avviate;
    gli squilibri macroeconomici nazionali e i fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività;
    le priorità del Paese e le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati nella prima sezione del DEF.