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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 12 marzo 2013

Siamo sicuri che il governo americano non possa fallire ?


Secondo la rivista Forbes, Washington non è del tutto a riparo dal rischio default.
Le politiche della Fed hanno fatto aumentare le scorte monetarie, ma bisogna prestare attenzione ai tassi di interesse.

Nei suoi quasi 237 anni di vita come repubblica, gli Stati Uniti hanno affrontato cinque default: è possibile che se ne verifichi un altro? Se lo chiede Mike Patton di Forbes, celebre rivista americana che si occupa di economia e finanza. Anzitutto, bisogna partire da un presupposto. Nessuna nazione al mondo pianifica il suo fallimento, ma in alcuni casi le circostanze e la mancanza di una adeguata preparazione possono produrre un risultato del genere..
Patton ha cercato di capire le conseguenze di un evento simile.
Dopo essere diventati una nazione, gli Stati Uniti avevano parecchi debiti da saldare sul finire del ‘700. Ecco perché fu facilitata la produzione di nuove banconote. Il default era praticamente dietro l’angolo, in pochi anni il dollaro cominciò a deprezzarsi, fino a che nel 1779 il Congresso annunciò che la moneta di allora, i “Continetal Dollars”, fu svalutata in un rapporto di 38,5 a 1, una chiara ammissione di fallimento.
Che cosa sta succedendo oggi, invece? 
La Federal Reserve, la banca centrale americana, ha consentito alle scorte monetarie di crescere a dismisura. Di conseguenza, con una economia in crescita, i tassi di interesse aumenteranno ugualmente. Ma questa è una pessima notizia per il governo federale. Per quale motivo? Il pagamento degli interessi sul debito rappresenta la quarta spesa più alta del bilancio governativo. Una crescita economica, poi, significherebbe anche una minore necessità di tasse. source
Insomma, il discorso è semplice: il governo di Washington ci appare come grande, potente e forte, in rappresentanza di una delle economie più robuste al mondo. Il problema sta nelle sue numerose “ramificazioni” negative, come emerso chiaramente nel caso del cosiddetto Fiscal Cliff.
Per il momento, l’esecutivo statunitense non vuole aumentare i tassi di interesse e per ottenere questo obiettivo deve accrescere la paura, in modo che gli investitori possano trasferire denaro dagli assets più rischiosi ai più sicuri titoli governativi.