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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 11 marzo 2013

Il rischio di una nuova bolla tecnologica


A tredici anni di distanza dalla bolla speculativa delle dot-com, crescono le preoccupazioni per un evento simile al giorno d'oggi, a causa dei valori esagerati e surreali di molte compagnie tecnologiche.

Tredici anni sono troppo pochi per dimenticare, ma abbastanza per apprendere una lezione: il 10 marzo del 2000, appunto tredici anni fa, il Nasdaq, la principale borsa dedicata ai titoli tecnologici, registrò il picco massimo della cosiddetta “dot-com bubble”, la bolla di
internet per intenderci. Un fenomeno simile potrebbe nascere anche al giorno d’oggi, un ragionamento che si basa su dati precisi e che non va preso sotto gamba.
Ma andiamo per ordine.
Tra il 1997 e il 2000 i mercati azionari delle nazioni industrializzate furono interessati dalla rapida crescita del loro valore, a causa del boom del settore tecnologico e di tutti i campi ad esso collegati. Nel giro di tre anni, un gruppo di nuove compagnie attive in questo settore (le dot-com appunto, l’ultimo suffisso di un sito web) riuscì a far aumentare i relativi prezzi azionari aggiungendo semplicemente una “e” come prefisso al nome. Molti investitori si fidarono di questa crescita smisurata, ma bolle di questo tipo prima o poi scoppiano e gli effetti sono devastanti. source
Si rischia di rivivere quei momenti anche oggi? Come ha messo in luce il New York Times, le nuove imprese americane del settore potrebbero raggiungere entro il prossimo anno un valore di oltre un miliardo di euro. i nomi più celebri sono quelli del social network Twitter, ma anche Spotify e SurveyMonkey non sono d meno. I tassi di interesse non sono elevati, di conseguenza gli investimenti in questo comparto sono stati numerosi.
I rischi vengono giudicati inferiori rispetto a una quindicina di anni fa, ma questa sufficienza non ha mai prodotto buoni risultati in ambito finanziario. I valori di mercato attuali sono considerati esagerati e addirittura surreali dagli stessi operatori, qualcuno capirà che non è saggio scherzare nuovamente con il fuoco?