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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 16 marzo 2013

I conti disastrosi del Banco Popolare


Quasi un miliardo di euro: il 2012 è un anno che il Banco Popolare deve dimenticare in fretta, viste le perdite conseguite.
Ci sono dei motivi ben precisi per una performance così negativa, ma quello che interessa soprattutto è che capire che fine farà questo istituto di credito, con i risparmiatori e i correntisti che non possono certo essere tranquilli.
La banca veronese ha giustificato questi risultati con i 500 milioni di euro di rosso che riguardano Agos Ducato..

Quest’ultima è la società che concede credito e finanziamenti alle famiglie e lo stesso Banco Popolare detiene una partecipazione pari al 39%. Per tranquillizzare tutti, dunque, sarà anzitutto necessario risolvere questa vicenda. Finché la banca sarà in pessimi rapporti con Crédit Agricole (l’altro istituto che controlla Agos Ducato) le perdite saranno come quelle del 2012 (ben 6,5 miliardi di euro): una buona soluzione potrebbe essere quella di una quota minore da parte del Banco Popolare (ad esempio 19%), anche se un accordo in tal senso sembra molto lontano. source
L’altra gatta da pelare è rappresentata dalle rettifiche sui crediti. Di cosa si tratta? Quando si compila il bilancio, queste rettifiche rinviano a una data futura i costi e i ricavi che sono già stati rilevati in quanto già manifestatisi dal punto di vista finanziario. La Banca d’Italia ha imposto queste operazioni ai primi venti istituti di credito del paese e questo ha penalizzato il gruppo veronese, incidendo sul bilancio stesso per ben 275 milioni di euro.
I manager sono comunque prudenti e non preoccupati: i risparmiatori e i correntisti possono per il momento fidarsi, in quanto il patrimonio e la liquidità (il denaro a disposizione cioè) non hanno subito alcun effetto negativo e i requisiti imposti dall’European Banking Authority (Eba) sono stati rispettati.