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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 4 marzo 2013

Ecco il portafoglio anti Tobin Tax


L'imposta sulle transazioni finanziarie è entrata in vigore il primo marzo 2013. Le azioni "esentassa" però, vanno monitorate.

Banca Ifis, Frendy Energy, Danieli risparmio, Gefran e Aeffe. E’ il quintetto di titoli  di piccole e medie aziende quotate a Piazza Affari, selezionate dal sito di analisi indipendente Finanzaoperativa.com (www.finanzaoperativa.com) per creare un portafoglio anti-Tobin Tax: l’imposta sulla compravendita di azioni e di prodotti derivati, entrata in vigore in Italia il primo di marzo.

Le azioni di queste 5 società, che presentano delle caratteristiche molto diverse tra loro, hanno infatti un denominatore in comune: sono esenti dalla nuova tassa sulle transazioni finanziarie, poichè appartengono a società con  una capitalizzazione in borsa inferiore a 500 milioni di euro. «Non dimentichiamoci», dice Gianluigi Raimondi, co-fondatore assieme a Massimiliano Malandra di Finanzaoperativa.com, «che ben il 70% dei titoli di Piazza Affari non sarà soggetto alla Tobin Tax».
GIOELLI MADE IN ITALY. La nuova imposta, che Raimondi giudica di dubbia utilità, colpirà infatti soltanto i big del listino, cioè le aziende a grande capitalizzazione come per esempio Enel, Eni o le maggiori banche nazionali. Dunque, chi vuole dribblare la Tobin tax, non ha che l’imbarazzo della scelta e può indirizzarsi su alcune small e mid cap (società a piccola e media capitalizzazione), che Finanzaoperativa.com ha scelto in base a fattori tecnici (cioè la convenienza dei prezzi dei titoli) e fondamentali (le buone strategie del management e la qualità  dei dati di bilancio). Tra le società selesionate, per esempio, ci sono nomi noti dell’industria made in italy come il gruppo dell’acciaio Danieli, che è tra i leader mondiali nella costruzione di impianti siderurgici, oppure la fiorentina Frendy Energy, attiva nel promettente mercato delle energie alternative e nella costruzione di centrali idroelettriche di piccole dimensioni. Senza dimenticare, poi, altre «multinazionali» come Gefran, specializzata nella produzione di componenti e sensori per l’automazione industriale o il gruppo romagnolo Aeffe, che opera nell comparto della moda e del lusso. Chiude il cerchio la veneziana Banca Ifis, gruppo indipendente attivo nel settore del credito commerciale, che nei primi 9 mesi del 2012 ha registrato una crescita-record dell’utile (+175% circa). source
UN PO’ DI ORO. Nel portafoglio anti-Tobin creato da Finanzaoperativa.com non ci sono però soltanto le azioni. Tra gli strumenti selezionati dagli analisti, trova infatti spazio anche un etc (exchange traded commodity), cioè un prodotto finanziario quotato in borsa che permette di investire sulle materie prime (e che, al pari dei titoli delle small cap, sarà esente dalla nuova imposta sulle transazioni finanziarie). Si chiama Etfs Physical Gold,  è stato creato dalla società britannica Etf Securities e segue l’andamento del prezzo dell’oro. “Siamo ottimisti sulle quotazioni del metallo giallo”, dice Raimondi, “che resta un ottimo bene rifugio per mettersi al riparo dal rischio di una ripresa dell’inflazione, generata dall’enorme massa di liquidità immessa sul mercato dalle banche centrali durante ultimi anni”.
AGGIORNAMENTO SETTIMANALE. Per gli analisti di Finanzaoperativa.com, chi è interessato al portafoglio anti-Tobin deve però tenere bene a mente due avvertenze. Innanzitutto, si tratta di un giardinetto di titoli un po’ speculativo poiché le azioni delle small e mid cap sono di solito abbastanza volatili, cioè registrano delle oscillazioni maggiori (verso l’alto o verso il basso) rispetto ai big del listino. Inoltre, va ricordato che il portafoglio anti-Tobin va tenuto d’occhio con frequenza e viene aggiornato dagli esperti di Finanzaoperativa.com ogni settimana. Da lunedì 25 febbraio, per esempio, verranno aggiunti altri due nomi. Il primo è quello di Retelit, gruppo attivo nel settore delle telecomunicazioni e nelle reti in fibra ottica. Il secondo nome è quello di uno strumento d’investimento un po’ più sofisticato: l’Etf S&P 500 Vix Future Enhance Roll di Lyxor. Si tratta di un exchange traded fund (un fondo negoziabile in borsa come le azioni) il cui prezzo dipende dall’andamento del Vix, l’indice che misura la volatilità del mercato azionario americano, cioè le oscillazioni dell’S&P 500 (il listino rappresentativo dei 500 più importanti titoli di Wall Street). Visto che i mercati stanno affrontando una fase di incertezza e rischiano di muoversi sull’altalena per un po’ di tempo, secondo Raimondi può essere una buona idea inserire questo etf nel portafoglio.  Finora, il giardinetto di titoli anti-Tobin, che è stato creato da Finanzaoperativa.com il 18 gennaio, è riuscito senza dubbio a regalare qualche soddisfazione agli investitori. In poco più di un mese, infatti, ha guadagnato oltre il 4,5%, mentre nello stesso periodo l’indice Ftse Mib ha perso l’8% circa.