La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 13 marzo 2013

Classe media italiana sempre più povera


Grazie ai valori del coefficiente di Gini si è capito come i redditi e la ricchezza del nostro paese siano caratterizzati da una forte disuguaglianza: Francia e Germania non se la passano meglio.

Il coefficiente di Gini deve il suo nome allo statistico italiano che lo ha introdotto per la prima volta, Corrado Gini appunto. Questa misura serve a indicare la disuguaglianza di una distribuzione, quindi molto utile per capire come il reddito e la ricchezza sono distribuiti in un determinato paese.
Se si fa riferimento all’Italia, i numeri sono impressionanti..
In effetti, il nostro coefficiente di Gini è più alto rispetto alla media dell’Unione Europea, tanto da essere protagonista di una continua crescita da quattro anni a questa parte. Si tratta di segnali pessimi, in quanto questo indicatore ci racconta quanta disuguaglianza c’è in termini di ricchezza: lo 0 indica l’assenza di qualsiasi disparità, mentre il valore massimo è di solito pari a 100, quando una persona prende tutto a discapito degli altri.
L’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Ue, ha reso noti a febbraio i valori del coefficiente relativi al 2011. Ebbene, l’Italia ha sfiorato quota 32, mentre la media comunitaria è pari a 30,7. Dal 2004 in poi c’è stato inoltre un andamento altalenante, visto che il coefficiente è sceso nel 2008 fino a quota 31, per poi salire nuovamente nel 2009, in concomitanza con la crisi economica. source
Non va meglio alla Francia (da 26,6 nel 2007 a 30,8 due anni fa) e alla Germania, con i paesi europei maggiormente colpiti dalla crisi che stanno addirittura peggio (34,6 per quel che riguarda il Portogallo). Questo vuol dire che la classe media, in Italia come in altri paesi dell’Ue, non se la passa affatto bene: qualche eccezione esiste, però, come ad esempio la Svezia e la Finlandia (rispettivamente 24,4 e 25,8).