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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 31 marzo 2013

Cipro: Draghi usa il blocco della liquidità


Il "blocco della liquidità" attuato dalla BCE a Cipro è un atto di straordinaria gravità, le cui conseguenze devono essere studiate attentamente. 
La decisione di Mario Draghi si concentra su due aspetti: prima di tutto la BCE non alimenta più la Banca centrale di Cipro di contante, in secondo luogo interrompe le transazioni tra le banche di Cipro e il resto del sistema bancario dell'area dell'euro. Quest'ultima misura è di gran lunga la più grave. Da un lato, è una condanna a breve delle banche Cipriote
(ma anche delle società con sede a Cipro, che siano o no Cipriote) alle quali sono impedite transazioni con i Paesi dell'eurozona. D'altra parte, equivale a un "blocco" economico, che in diritto internazionale equivale a un "atto di guerra". Questo per comprendere la gravità della decisione di Mario Draghi, che potrebbe anche essere oggetto di ricorso davanti a un tribunale internazionale. In altre parole, questa responsabilità assunta da Mario Draghi potrebbe, un giorno, farlo comparire davanti a un tribunale, internazionale o meno.
Per l'interruzione dei rapporti tra le banche Cipriote e la zona Euro, l'argomento adottato a giustificarla è il "dubbio" sulla solvibilità di tali banche cipriote. E' ovviamente un pretesto, perché i "dubbi" erano già sorti dallo scorso mese di giugno. È noto che le banche di Cipro sono state notevolmente indebolite dall' "haircut" imposto ai creditori privati della Grecia. All’epoca la BCE non aveva reagito e non aveva preso in considerazione la necessità della ricapitalizzazione delle banche. source 
Decide di farlo  dopo che  il Parlamento Cipriota respinge i termini dell'accordo imposti dall'Eurogruppo e dalla Troika. Non si poteva essere più chiari. Il messaggio inviato da Mario Draghi è il seguente: O vi piegate a quello che NOI abbiamo deciso o ne subirete le conseguenze. Questo non è un messaggio, è un ultimatum. Risulta evidente che le dichiarazioni sul "consenso" o "l'unanimità" dell’accordo dell'Eurogruppo mascherano un vero e proprio  diktat.
Comunicato della Commissione Europea del 20 Marzo 2013
Comunicato della Commissione europea su Cipro
Dall’autunno del 2011 le autorità di Cipro e la Commissione europea hanno discusso la possibilità di fornire aiuti al Paese sulla base di un intervento programmato.

A luglio 2012 Cipro ha avanzato formalmente la richiesta di un programma di intervento, richiesta motivata principalmente da problemi del settore bancario, che aveva dimensioni insostenibili per l’economia cipriota. Con il governo precedente non è tuttavia stato possibile raggiungere un accordo in merito. 

Sabato scorso gli Stati membri dell’Eurogruppo, tra i quali Cipro, hanno finalmente raggiunto un accordo unanime sulle condizioni del prestito di 10 miliardi di EUR, concordato dagli Stati membri, dalla BCE e dal FMI. Tra le condizioni poste figurava anche il raggiungimento di un livello accettabile di sostenibilità del debito e il rispetto dei parametri di finanziamento.

Sebbene il programma non corrispondesse alle proposte e alle istanze della Commissione, essa ha sentito il dovere di appoggiarlo perché le alternative sarebbero state più rischiose e pesanti  per l'economia di Cipro.

Il parlamento cipriota ha respinto questo programma.

Spetta ora alle autorità del Paese presentare un’alternativa che rispetti i criteri di sostenibilità e i parametri finanziari del debito.
La Commissione ha fatto il possibile per aiutare Cipro e negoziare una soluzione costruttiva. Le decisioni, però, sono adottate con la cooperazione di tutti gli Stati membri, compreso  Cipro. La Commissione continuerà  negli sforzi per il raggiungimento di una soluzione, mantenendo  i contatti con Cipro, con gli altri Stati membri dell’Eurogruppo, con le istituzioni europee e con il FMI

Sul prelievo una tantum sui depositi INFERIORI a 100.000 EUR, la Commissione in seduta con l’Eurogruppo ha chiarito, PRIMA del voto di Cipro, che sarebbe stata accettata anche una soluzione alternativa al prelievo su tali depositi , purché venissero rispettati i parametri di finanziamento. Le autorità di Cipro non hanno presentato alcuna alternativa.


Ma vi è un messaggio nel messaggio. Con un solo gesto, Mario Draghi ha appena fatto saltare la parvenza  di decisioni  collettive della BCE: infatti, manca il consenso del governatore della Banca centrale di Cipro. Le regole non sono state rispettate. In definitiva, Draghi ha annunciato al mondo che le decisioni non sono prese dall'Eurogruppo e dall'Unione europea, ma da lui, e da lui soltanto, funzionario designato e non eletto, quindi non responsabile nel senso politico del termine. In questo incidente si rileva nel modo più pieno la natura profondamente tirannica delle istituzioni europee. La retorica della cooperazione e della competenza cede il passo al rapporto di forza e al potere.
Il gesto del presidente della Banca Europea mette la parola fine all'ipocrisia di un accordo deciso all'unanimità (con la pistola alla tempia). Così come al "rispetto del voto" del Parlamento di Cipro, di cui è chiaro che Mario Draghi si fa beffe. Ora le cose sono chiare, e in un certo senso, tanto meglio. Ma non meravigliamoci  della rapida ascesa nei sondaggi dei partiti, spesso definiti "populisti", che si oppongono alle istituzioni europee. E non meravigliamoci dell’impennata di violenza contro le istituzioni europee e i loro rappresentanti, nei paesi più colpiti dalla crisi. Perché è nella natura delle cose: la tirannia chiama la violenza.

Le conseguenze di questa decisione saranno comunque  drammatiche. Se il parlamento Cipriota, messo sotto pressione, tornerà sui suoi passi, entrerà in conflitto aperto  con la popolazione. La tradizione di violenza politica a Cipro non può essere dimenticata. E' anche possibile che questa crisi tocchi il fondo, e che il gesto Draghi comporti l’espulsione di fatto di Cipro dalla zona euro. Il precedente stabilito in questo caso avrà pesanti implicazioni per tutti gli altri paesi. Nelle prossime 48 ore saremo informati sul corso degli eventi.