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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 21 marzo 2013

Cipro, alta tensione Europa-Russia. Medvedev: "Dopo Nicosia tocca all'Italia"


Dopo le schermaglie la battaglia: Europa e Russia ingaggiano una nuova guerra fredda finanziaria. Il primo colpo è stato sparato da Dmitry Medvedev.
Il premier russo ha definito "sbagliato" il prelievo straordinario sui depositi bancari e ha ipotizzato che la stessa misura potrebbe essere estesa ad altri Paesi dell'eurozona. "Se si può fare a Cipro, perché non si può fare anche in Spagna, Italia o in alti Paesi con
problemi finanziari? Domani cominceranno a confiscare i depositi lì, e questo dà da pensare". Una bordata che la dice lunga sul clima dell'incontro previsto tra Medvedev e il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso.
L'approccio al summit di Mosca è a dir poco minaccioso: il successore di Putin avverte l'Europa: "Mi piacerebbe rimanere ottimista, ma devo dire che quello che succede a Nicosia fa riflettere". Così, se prima della crisi cipriota il capo del governo russo aveva sempre manifestato la sua fiducia nella moneta unica europea, oggi guarda a una possibile riduzione delle riserve in euro: ''Tra il 41 e il 42% delle nostre riserve sono in euro e la proposta europea non solo è impraticabile ma non è adeguata. Si tratta di un sacco di denaro. Noi, come altri Paesi, abbiamo bisogno di prevedibilità, mentre la proposta fatta a Cipro non solo è imprevedibile, ma dimostra una sorta di inadeguatezza". A Mosca non è andato già il fatto di non essere stata interpellata: "I piani futuri per risolvere la questione di Cipro dovrebbero essere valutati dall'Eurogruppo con la partecipazione di tutte le parti interessate, compresa la Russia" source
Dallo scontro tra Bruxelles e Mosca dipende la sorte di Cipro. Nicosia porta avanti due negoziati separati, tra loro inconciliabili. Da una parte avrebbe offerto alla Russia quote bancarie e partecipazioni nei giacimenti di gas naturale in cambio di aiuti finanziari. Il ministro delle finanze cipriota, Michalis Sarris, spera così di ottenere un'estensione del prestito da 2,5 miliardi di euro concesso dalla Russia all'isola. Dall'altra l'Europa spinge per il varo dei prelievi sui conti, definiti "inevitabile", rendendoli più progressivi e salvaguardando i piccoli risparmiatori. Lo ha ribadito il presidente dell'Eurogrupo Jeroen Dijsselbloem: "I grandi risparmiatori devono dare un maggiore contributo rispetto ai piccoli" nella ristrutturazione del debito di Cipro. Una posizione esattamente opposta a quella di Mosca: alleggerire gli oneri sui piccoli correntisti spingerebbe il prelievo oltre i 100 mila euro al 15%. Una condizione inaccettabile per gli oligarchi Russi che hanno parcheggiato miliardi di euro nelle banche cipriote.
Così un'economia a dir poco marginale sta impestando l'intero continente. Barroso si dice preoccupato e Dijsselbloem ha parlato di "rischio sistemico". E' intervenuta anche la Bce, con un vero e proprio ultimatum: Francoforte manterrà l'attuale livello di liquidità di emergenza per le banche di Cipro fino a martedì 25 marzo. Il giorno successivo le banche cipriote riapriranno e l'emorragia di capitali e la corsa potrebbe potrebbe travolgerle. L'eurotower correrebbe in soccorso "solo in presenza di un programma dell'Unione europea e della Fmi". Cioè solo se Nicosia accetterà il piano di salvataggio proposto dalla Troika.