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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 3 marzo 2013

Bank of America ... l'Italia resterà in RECESSIONE

Gli analisti della banca Usa tagliano le stime del Pil 2013 a -1,7% dopo elezioni politiche deludenti.


Instabilità politica in aumento.
Settore bancario alle prese con la riduzione all'esposizione al debito.
Necessità di stringere la cinghia fiscale...

E' questo il quadro italiano che ha portato Bank of America Merrill Lynch ha tagliare le proprie previsioni di crescita per la Penisola in seguito all'esito deludente delle elezioni politiche del fine settimana scorso.
Per il 2013, scrivono gli analisti della banca americana, "ci aspettiamo che l'economia si contragga dell'1,7%, peggio del -1,1% stimato in uno studio precedente". Una crescita del Prodotto interno lordo tricolore ci sarà solo nel 2014, ma con un incremento irrisorio pari a un +0,1%, giù rispetto al +0,5% atteso in passato. Insomma, l'Italia è e resterà al palo. source
"Le stime preliminari del quarto trimestre scorso hanno dimostrato che l'economia si è contratta su base trimestrale dello 0,9%, confermando la nostra visione che il miglioramento visto nel terzo trimestre era solo temporaneo. Per quanto i dettagli definitivi non siano ancora disponibili, crediamo che il Pil sia stato frenato da esportazioni deboli e riduzione rapida della domanda domestica, portando così il dato del 2012 a un -2,2%", chiarisce Bank of America Merrill Lynch.
Gli esperti della banca americana guardano al futuro spiegando che "nei primi due mesi dell'anno in corso, il rischio crescente dato da una stretta del credito e da una fiducia bassa del settore privato". I motivi? La banca cita "bilanci bancari non in salute, la cautela della Banca centrale europea nei confronti di ulteriori stimoli monetari non convenzionali e l'evidente incapacità dell'export di migliorare".