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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 15 marzo 2013

Austerità...troppe saracinesche chiuse nel 2013


Secondo la Confesercenti, nei primi due mesi di quest'anno sono state costrette alla chiusura ben 167 imprese al giorno.
Di questo passo, si rischia di veder sparire ben 60mila esercizi a fine 2013.
La matematica definisce il 167 come un numero “felice”: eppure, non si rimane certo felici nel leggere gli ultimi dati diffusi oggi dalla Confesercenti, l’associazione di categoria che raggruppa le piccole e medie imprese attive nel commercio, turismo e artigianato.

In effetti, sono proprio 167 le imprese che ogni giorno, nei primi due mesi di questo 2013, sono state costrette alla chiusura, una stima davvero allarmante.
In pratica, le città italiane stanno perdendo progressivamente i loro negozi ed esercizi commerciali, tanto che entro il prossimo mese di dicembre potrebbero sparire ben 60mila aziende. source 
La distribuzione commerciale è il settore maggiormente interessato da questo triste fenomeno, visto che sono stati chiusi circa diecimila negozi, senza dimenticare il 50% in meno di nuove attività, quasi ci sia la paura di affrontare un disastro annunciato.
Il primo trimestre dell’anno, inoltre, dovrebbe concludersi con ulteriori peggioramenti, vale a dire un saldo negativo di oltre 14mila unità (più di ventimila chiusure e poco meno di seimila aperture). Se poi questo ritmo dovesse continuare fino alla fine dell’anno, si arriverebbe alla scomparsa di sessantamila imprese, una vera e propria “Caporetto” per il settore. Le previsioni della Confesercenti hanno messo in guardia soprattutto bar, ristoranti ed esercizi simili.
C’è poi un altro aspetto di cui non si può non tenere conto. Il fatto che moltissimi negozi siano sfitti significa che il Fisco non riesce a guadagnare venticinque miliardi di euro l’anno per quel che riguarda i canoni di locazione. Il triste primato delle chiusure spetta alla città di Cagliari (31%), seguita a ruota da Rovigo (29%) e Catania (27%). Aumentano le “patate bollenti” che rischiano di scottare il nuovo governo che tutti attendono.