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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 14 marzo 2013

Allarme Bce: peggiora ancora il mercato del lavoro, nessun miglioramento in vista

A soffrire soprattutto costruzioni e industria. Per l'istituto di Francofrote "servono riforme per creare lavoro. Lotta contro la disoccupazione giovanile".


"Le condizioni del mercato del lavoro nell'area dell'euro si sono ulteriormente deteriorate negli ultimi trimestri, a causa della debole attività economica e degli aggiustamenti del mercato del lavoro in corso in diversi Paesi dell'area". Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile in cui evidenzia come "gli indicatori
previsionali, come per esempio quelli basati sulle indagini campionarie, non segnalano alcun miglioramento nel prossimo futuro".

In dettaglio, nel terzo trimestre del 2012 le ore totali lavorate sono diminuite dello 0,2 per cento, in linea con la flessione osservata nei tre trimestri precedenti. A livello settoriale, la Bce osserva una brusca diminuzione delle ore lavorate nel comparto delle costruzioni e nell'industria (al netto delle costruzioni), mentre si registra un debole aumento nei servizi. "Nello stesso periodo - ricorda l'Eurotower - anche il numero di occupati è diminuito, dopo essere rimasto stabile nel periodo precedente." "Le indagini sull'occupazione indicano che è probabile che la creazione di nuovi posti di lavoro si sia ulteriormente ridotta nel quarto trimestre del 2012 e agli inizi del 2013, riflettendo principalmente la contrazione dell'attivita' economica registrata nell'area dell'euro". conclude la Bce.
Quindi, sollecita l'eurotower, "il risanamento dei bilanci deve formare parte integrante di un programma di riforme strutturali organico inteso a migliorare le prospettive per la creazione di posti di lavoro, per la crescita economica e per la sostenibilita' del debito". Il Consiglio direttivo della Bce - si legge ancora nel documento - "ritiene che allo stadio attuale sia particolarmente importante far fronte alla disoccupazione giovanile e di lunga durata attualmente elevata". Per questo "sono necessarie altre riforme dei mercati del lavoro e dei beni e servizi per creare nuove opportunità di occupazione, promuovendo un contesto economico dinamico, flessibile e concorrenziale". source
Nel bollettino la Bce sottolinea poi che in molte economie avanzate il debito pubblico ''ha raggiunto livelli raramente osservati in tempo di pace'', ma questo aumento "specie se superati certi livelli in rapporto al Pil" può avere "effetti avversi sulla crescita''. Sottolineando il valore del target di 60% del rapporto debito/Pil fissato da Maastricht, "nell'attuale contesto economico - è l'invito dell'Eurotower - risulta di fondamentale importanza adottare strategie ambiziose di riduzione del debito". "Laddove, al contrario, i governi decidano di rinviare l'opera di risanamento, le prospettive di crescita - conclude la Bce - ne risulteranno minate e la sostenibilita' dei conti pubblici verra' gravata da un onere supplementare".
Per la Banca Centrale Europea "la crescita del PIL in termini reali dovrebbe stabilizzarsi nella prima metà del 2013 e mostrare un graduale recupero a partire dalla seconda meta'". "E' probabile che un contributo positivo discenda, nell'anno, da una progressiva accelerazione delle esportazioni alla quale concorrerebbero andamenti della domanda estera più favorevoli, solo in parte compensati dalla minore competitività dovuta al rafforzamento dell'euro". "Allo stesso tempo - precisa la Bce - gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato e le condizioni di credito restrittive connesse seguiteranno a gravare sull'attività economica".
Nel 2013 secondo le proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate in marzo dagli esperti della Bce, l'inflazione si collocherebbe tra l'1,2 e il 2,0 per cento nel 2013 e tra lo 0,6 e il 2,0 per cento nel 2014. Pertanto l'Eurotower "continua a ritenere che i rischi per le prospettive sull'andamento dei prezzi siano sostanzialmente bilanciati nel medio periodo"