La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

mercoledì 20 febbraio 2013

Trema L'Europa ... Fiscal cliff, Obama “alza la posta”. Senza accordo son dolori


Fiscal cliff. Obama alza la posta.

Parlando ieri (19 febbraio) alla Casa Bianca, ha fatto uno dei discorsi più duri per costringere il Congresso (e i repubblicani ancora riluttanti) a superare l’impasse sul pacchetto fiscale che scongiuri gli automatici e indiscriminati tagli da 85 miliardi di dollari, pronti a scattare la prossima settimana. Il conto alla rovescia sul fiscal cliff è ricominciato...
“Obama raises he stakes in fiscal impasse” titola in prima pagina il New York Times (20 febbraio): tradotto “Obama alza la posta”, perché in ballo c’è la salvaguardia dei fragili dividendi di una ripresa dell’economia americana appena balbuziente.
Un punto secco di Pil, tanto vale il mancato accordo per approvare la stretta obamiana sulle agevolazioni fiscali dei ricchi che consentirebbero di evitare il fiscal cliff. Con riflessi immaginabili nell’Europa ancora dentro recessione e mancata crescita (estesa oggi anche a Germania e Francia): la contrazione della domanda negli Usa sarebbe un colpo per le economie europee che vedrebbero allontanarsi di altri mesi le speranze di recupero. I discorso di Obama non si è limitato a una constatazione ragionieristica. Sul palco insieme a lui, ha voluto una fila di ufficiali in alta uniforme e pompieri in divisa, simboli viventi delle categorie penalizzate da un eventuale mancato accordo. source
Le misure taglia-spesa colpirebbero subito la sicurezza nazionale e il budget militare, pregiudicherebbe il finanziamento dei servizi essenziali. Osservando la questione da un punto di vista europeo, impressiona il catalogo dei rischi elencato da Obama. Viaggi e scambi commerciali sono a rischio: funzionari di Stato paventano, il giorno dopo l’introduzione del fiscal cliff, file di ore agli aeroporti per il  taglio degli addetti, container fermi 5 giorni in più nei porti commerciali.
“Questi tagli non sono intelligenti, non sono corretti, faranno male alla nostra economia, aggiungeranno centinaia di di migliaia di di americani nelle liste di collocamento. Questa non è un’astrazione: la gente perderà il suo lavoro“, ha detto Obama, sostenuto, almeno nella scenografia presidenziale, dai destinatari potenziali dei tagli. Dietro di loro, almeno col pensiero, ci sono anche i milioni di europei che aspettano la ripresa come la manna nel deserto.