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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 14 febbraio 2013

Se l'Europa è ferma ... il Giappone zoppica


La recessione dell’economia giapponese

A Tokyo si è fortemente preoccupati per i dati relativi allo scorso anno: sono ormai tre i trimestri consecutivi in cui la crescita economica ha fatto registrare dei numeri più che negativi.

È un brutto pantano quello in cui è finita l’economia giapponese: il 2012 nipponico, infatti, è stato caratterizzato da una persistente
recessione, con una contrazione quantificata in 0,4 punti percentuali. In pratica, si tratta del terzo trimestre consecutivo in cui si registrano numeri così negativi, in particolare a causa della debole domanda interna ed esterna. Il governo di Tokyo ha reso nota la crescita economica dello scorso anno, un +1,9% che rappresenta comunque un miglioramento rispetto al -0,6% del 2011.

In realtà, siamo ben lontani dal +4,7% del 2010 e molti analisti si attendevano un’economia in grado di emergere dalla recessione: questa convinzione era stata rafforzata dal fatto che lo yen ha continuato a indebolirsi rispetto alle altre valute, un tipico fattore in grado di migliorare le esportazioni. Il premier Shinzo Abe, in carica dallo scorso mese di dicembre, ha assunto un atteggiamento aggressivo dal punto di vista monetario e della spesa, imponendo alla banca centrale una inflazione pari al 2%. source

In realtà, Bank of Japan non sembra molto attiva in questo senso, quindi bisognerà attendere l’avvicendamento del prossimo mese di marzo, con il governatore Masaaki Shirakawa che rassegnerà le sue dimissioni: dal nuovo governatore Abe si attende un approccio ben diverso. Tra l’altro, il 2012 non era cominciato poi così male, con una buona crescita nel primo trimestre (gennaio-marzo), favorita dalla massiccia spesa del governo, necessaria per le ricostruzioni del terremoto dell’anno prima.

Il secondo trimestre, poi, cambiò completamente l’umore dei giapponesi, con una contrazione subito evidente e le difficoltà commerciali ingigantite dalla disputa territoriale con la Cina in merito alle isole Senkaku.
La fiducia dei consumatori è ai massimi dal 2007, ma evidentemente tutto questo non basta per uscire dal pantano.