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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 5 febbraio 2013

Quanto è sana Intesa Sanpaolo ..?


Tra le banche prese di mira dalla Procura di Trani per accertare i rischi relativi ai derivati c'è anche l'istituto piemontese: l'esposizione esiste e ora bisognerà capire quanto sia pericolosa per il futuro.

Il claim pubblicitario di Intesa Sanpaolo ci ricorda come la banca torinese sia vicina a noi: in questo momento, però, l’istituto farebbe bene a stare più vicino ai propri conti e affari interni, visto che viene quantomeno naturale pensare che non sia
soltanto Monte dei Paschi l’unica banca “malata” a causa dei derivati. L’amministratore delegato del gruppo piemontese, Enrico Cucchiani, si è affrettato a precisare che grossi rischi non esistono, ma come stanno effettivamente le cose?
Secondo Cucchiani, il sistema bancario del nostro paese sarebbe sotto controllo, con sistemi di vigilanza efficaci. Inoltre, ha anche aggiunto che i derivati diventano un male quando si comincia ad abusarne. La Procura di Trani vuole però vederci chiaro, dunque analizziamo la situazione di Intesa. Nel 2008, ad esempio, un comunicato ufficiale della banca parlò di settanta miliardi di euro di contratti derivati stipulati con imprese, risparmiatori ed enti pubblici. source
La stessa Intesa sottolineò come il valore potesse sembrare alto, ma preoccupazioni non dovevano esserci, in quanto le posizioni in cui il gruppo guadagnava non superavano di molto quelle in cui a vincere erano i clienti. Tutto tranquillo sul fronte occidentale? Eppure questa estate è stata aperta un’inchiesta che ha a che fare con i derivati e non ha avuto molto risalto. Una ventina di aziende toscane, infatti, lamentò ingenti perdite proprio per gli strumenti fatti sottoscrivere da Intesa Sanpaolo.
Il denaro perso a causa dei derivati è compreso tra un minimo di 200mila e un massimo di tre milioni di euro, con le aziende in questione che accettarono la proposta della banca pensando di poter limitare i rischi. Insomma, tranquillità e “vittorie” fino a un certo punto, non si tratta certo di indizi di colpevolezza, ma è bene fare chiarezza per tranquillizzare tutti i clienti.