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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 7 febbraio 2013

La Guardia di Finanza nella sede della Banca Pop. di Milano


Giornata di perquisizioni per la Banca Popolare di Milano

Le Fiamme Gialle stanno perquisendo le sedi di Milano, Roma e Isernia della banca lombarda: intanto vengono notificati gli arresti domiciliari all'avvocato Onofrio Amoruso Battista per la vicenda BPlus.

Dopo lo scandalo Monte dei Paschi, il settore bancario inanella un’altra
pessima giornata: la Guardia di Finanza ha avviato delle perquisizioni nelle sedi di Milano, Roma e Isernia della Banca Popolare di Milano. Le Fiamme Gialle, inoltre, hanno notificato gli arresti domiciliari a Onofrio Amoruso Battista, ex consigliere regionale della Lombardia. In pratica, tutto rientra nell’inchiesta che ha a che fare con i finanziamenti dello stesso istituto di credito milanese a BPlus, una delle concessionarie dei Monopoli di Stato.

Si tratta dell’indagine che ha coinvolto anche l’ex numero uno della stessa Bpm, Massimo Ponzellini, sul quale pendono diverse accuse e reati. Il motivo dell’ordinanza è presto detto. Amoruso Battista si sarebbe reso responsabile di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita indebita e corruzione privata. Il suo ruolo sarebbe stato quindi quello di garantire l’erogazione di finanziamenti piuttosto massicci nei confronti di BPlus, ricevendo in cambio denaro. source

Si parla di una tangente di notevole entità in questo caso, ovvero due milioni di euro, importo utile per consentire i finanziamenti da parte della stessa Banca Popolare di Milano. Tra l’altro, questa società, a cui è stata revocata lo scorso mese di dicembre la concessione per l’esercizio delle slot machines, era gestita da Francesco Corallo, il “re dell’azzardo” che è tuttora ricercato e latitante.

In pratica, l’azienda aveva un proprio conto corrente presso la banca. Il conto in questione ha presentato sin da subito parecchi misteri, ma si era già capito nei mesi scorsi che Amoruso Battista risultava utile nei momenti in cui era necessario risolvere alcune partite “incagliate”, vale a dire i prestiti per cui non era possibile ottenere la riscossione. Una nuova macchia ha rovinato l’immagine del gruppo milanese.