La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

martedì 22 gennaio 2013

L'esodo in massa dei bancari italiani


I piani di ristrutturazione di Ubi Banca e Banca Popolare di Milano stanno riservando situazioni impreviste: in particolare, l'esodo è stato molto gettonato dai dipendenti, ancor di più rispetto alle stime previste.

Quando si utilizza il termine “esodo” viene spesso in mente quello storico degli Ebrei, immortalato in maniera commovente e sentita dal coro Va’ pensiero del Nabucco di Giuseppe Verdi: questa parola, però, al giorno d’oggi sembra più appropriata per gli argomenti economici. Ne è una chiara testimonianza quanto sta avvenendo in due banche
italiane, Ubi Banca e Banca Popolare di Milano, entrambe alle prese con dei piani di ristrutturazione ben precisi.

Non a caso si parla di “corsa all’esodo” per quel che riguarda i lavoratori, una situazione che nemmeno gli stessi istituti si aspettavano. In effetti, se si guarda al caso di Ubi Banca, il gruppo bergamasco aveva fissato a 650 le domande di uscita, ma ne sono state presentate ben 916, ben il 41% di più. source
E che dire di Bpm? Sono state preventivate settecento domane e ne sono pervenute un centinaio di più.

Che cosa significa tutto questo?

È come se i bancari avessero fiutato il pericolo, magari consapevoli che la crisi è ancora lontana dal suo termine. La vicenda Ubi è senza dubbio la più interessante. A novembre, infatti, sindacati e compagnia hanno firmato un accordo ben preciso che prevedeva solamente uscite su base volontaria per il periodo 2013-2017: questa intesa ha stabilito anche la riduzione o la sospensione possibile dell’orario di lavoro, una opportunità molto sfruttata dai dipendenti.

Questo vuol dire che i dipendenti si sentono maggiormente tutelati con i piani di esodo piuttosto che con gli ammortizzatori sociali, visto che si parla anche di assegni di sostegno pari all’85% dell’ultimo stipendio netto mensile. Chissà cosa succederà nei prossimi mesi, la situazione può anche degenerare e molti altri bancari potrebbero seguire l’esempio: questo esodo di massa rischia di fare impallidire quello classico delle autostrade, aspettiamoci di tutto.