La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

lunedì 14 gennaio 2013

Le banche si son dimenticate di famiglie e imprese


Secondo l'associazione di categoria Unimpresa, sono ben cinquanta i miliardi in meno che sono stati prestati dalle banche a cittadini e aziende.

Forse il paragone può sembrare azzardato, ma serve a rendere l’idea: le banche italiane hanno ridotto di cinquanta miliardi di euro i prestiti in favore di imprese e famiglie, un po’ come se il colosso delle automobili Volkswagen non avesse la possibilità di investire nei prossimi tre anni. L’accusa è stata lanciata dal Centro Studi di Unimpresa, l’associazione di categoria che raggruppa le micro e le piccole e medie imprese. Il dato è stato ottenuto dal confronto tra i primi undici mesi del 2011 e lo stesso periodo di un anno prima...

Eppure, il nostro credito ha avuto a disposizione dalla Banca Centrale Europea ben duecento miliardi di euro, gran parte dei quali usati per investire in titoli di Stato. Secondo la stessa associazione, non funzionano allo stesso modo i due “rubinetti” degli istituti di credito: è ben aperto quello dei prestiti alla pubblica amministrazione (Stato, regioni, province e comuni), mentre ha un gettito risicato quello destinato ai consumatori e alle aziende.

Volendo essere ancora più precisi, i finanziamenti a Stato ed enti locali sono aumentati di oltre tre miliardi di euro (0,16 punti percentuali in più), mentre sono letteralmente crollati i prestiti alle imprese (-4,47%) e alle famiglie (7,3 miliardi in meno), senza distinzione tra i mutui e il credito al consumo. source
È giusto dare fiducia all’Italia come paese, dunque ben venga l’ottimismo nei confronti di Bot e Btp, ma non ci si può dimenticare in questa maniera di chi muove l’economia reale.

Unimpresa ha provato a suggerire il programma economico del nuovo governo: gli interventi sul credito devono essere concreti ed efficaci, senza dimenticare la riduzione della pressione fiscale. L’economia italiana può ripartire soltanto dalla gente e dal suo tessuto imprenditoriale, si attendono segnali migliori con ansia.