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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 23 gennaio 2013

LA BUSSOLA DEL RISPARMIO .. Bond .. scatta l’ora del corporate


I consigli degli analisti per scegliere comparti e titoli con le migliori prospettive. 


Vincono infrastrutture, energia e assicurazioni.

Intesa, UniCredit, Banca Popolare di Milano, Credito Valtellinese. Sono solo alcuni dei nomi che nell’ultima settimana hanno lanciato nuove obbligazioni nella speranza di raccogliere liquidità per l’anno appena iniziato. Ma se da un lato non stupisce che con l’incedere del nuovo anno gli istituti di credito si facciano avanti sul mercato obbligazionario, viene da chiedersi se sia davvero conveniente sottoscrivere questo genere di prodotti...
Secondo gli esperti che abbiamo interpellato, pare proprio di sì. Anche perché i titoli di Stato italiani rischiano di essere piuttosto costosi.
PERCHÉ TUTTI ADESSO. «Il fatto che il numero di nuove emissioni aumenti all’inizio dell’anno dopo essersi ‘asciugato’ alla fine dell’anno precedente dipende da un normale schema stagionale, che ha diverse ragioni», spiega a Economiaweb.it, Christof Stegmann, fixed income portfolio manager di Swiss & Global Asset Management. «Per le aziende ad esempio, inizia un nuovo anno finanziario, con un nuovo budget, un piano finanziario, la necessità di reperire risorse per gli investimenti e l’attuazione di nuove strategie di investimento dopo l’analisi dell’andamento dell’anno passato. In questo periodo, poi, alcuni investitori (come gli assicuratori) registrano molti flussi monetari in entrata».
L’EFFETTO OMT. Insomma, il momento pare propizio. «Le incertezze maggiori sono state eliminate», sottolinea Christel Rendu de Lint, Head of Fixed Income di Union Bancaire Privée, UBP. «In Europa», spiega, «il supporto dell’Omt (Outright Monetary Transactions) per adesso sta funzionando e l’eurozona sta evidenziando una maggiore coesione politica, come dimostra l’accordo sulla ristrutturazione del debito greco e l’unione bancaria voluta dalla politica. Inoltre aggiustamenti fiscali stanno facendo progressi in Italia, ma anche in tutti i paesi cosiddetti periferici. Siamo stati positivi sulle emissioni italiane a breve scadenza di qualità fin dall’aprile dello scorso anno. Questa convinzione è stata rafforzata dai recenti sviluppi del mercato. Così, guardiamo con favore ad obbligazioni corporate e bancarie italiane di qualità con scadenze a tre anni. Riteniamo che questo segmento offra oggi il rischio/remunerazione più attraente». «Le obbligazioni societarie sono una valida alternativa ai costosi titoli di Stato», aggiunge inoltre Steggman di Swiss&Global Am, «le valutazioni sembrano eque, le prospettive di crescita economica sono favorevoli, i dati fondamentali della maggior parte delle aziende sono robusti, il rischio di default è moderato». source
I “CAVALLI” SU CUI PUNTARE. Resta il fatto, però, che il mercato obbligazionario è piuttosto vasto e un risparmiatore potrebbe trovarsi in difficoltà nel capire quale sia il prodotto giusto.
Allora, dove investire? Quali società scegliere? Lo abbiamo chiesto a Francesca Cerminara, gestore obbligazionario di Zenit sgr, società di gestione indipendente. «Atlantia», spiega l’esperta, «due mesi fa ha emesso un bond scadenza novembre 2018, adatto alla clientela retail, che oggi offre agli investitori un rendimento del 3,25%, in linea con il profilo di rischio di una società operante in settori chiave come quello dei trasporti o delle infrastrutture, dalla redditività e dal profilo patrimoniale stabile. Inoltre», aggiunge, «dopo la presentazione del suo piano industriale anche Generali ha previsto la possibilità di emettere nel prossimo futuro obbligazioni dal taglio minimo di 1.000 euro. Una volta comunicata la remunerazione e l’orizzonte temporale del titolo, quella potrebbe essere un’ottima opportunità per comprare il debito di una società che grazie al nuovo piano rafforzerà la propria capitalizzazione e profittabilità. In ultimo, sul fronte bancario, un buon emittente continua a mostrarsi Mediobanca, che con il suo zero coupon, scadenza dicembre 2017, assicura un rendimento del 3.20%».
OCCHI PUNTATI SULL’ENERGIA E SU ENI. Tra le obbligazioni che nel corso del 2013 potrebbero dare soddisfazioni agli investitori, ci sono sicuramente quelle legate al comparto energetico. «Le obbligazioni emesse da società che operano in questo settore», spiega Massimo Siano, Head of Italian Market ETF Securities, «soprattutto quelle che hanno come specialità la costruzione di infrastrutture e impianti per il trasporto energetico, ritengo possano essere esposte positivamente ai prossimi anni. Mi riferisco particolarmente alla costruzione e gestione delle condutture dove si trasferisce petrolio e gas». Il riferimento va a Eni che proprio in questi giorni sta pensando di avviare un’offerta di bond senior unsecured convertibili in azioni ordinarie di Snam rete Gas, la controllata del gruppo petrolifero italiano ora in mano anna Cassa Depositi e Prestiti, per un ammontare complessivo di circa 1,2 miliardi di euro. A tal fine, Eni prevede il lancio di un’obbligazione con una scadenza breve, a tre anni, e con una cedola compresa tra 0,125% e 0,625% all’anno, pagabile annualmente in via posticipata.