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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 31 gennaio 2013

Cosa sta accadendo a SAIPEM


Il tonfo di ieri a Piazza Affari della compagnia petrolifera ha varie ragioni: i profitti sono stati rivisti al ribasso, in più i vecchi vertici sono sotto inchiesta per corruzione e si parla anche di insider trading.

Una perdita pari a 3,36 punti percentuali, con un picco del 3,5%: è questo il riassunto del terribile mercoledì nero in Borsa di cui si è resa protagonista Saipem. La società di San Donato Milanese, attiva in campo
petrolifero e parte integrante del gruppo Eni, ha pagato soprattutto la revisione al ribasso dei profitti del 2012 e del 2013. Ma un semplice taglio delle previsioni, da solo, non è in grado di provocare i disastri a cui si è assistito ieri a Piazza Affari. Cerchiamo di capire cosa sta accadendo alla spa lombarda.

I vertici aziendali sono stati appena cambiati, ma sul vecchio management è concentrata la magistratura, dato che si parla di un reato piuttosto grave, l’insider trading. Si tratta dell’acquisto di titoli di una società da parte di soggetti che sono a conoscenza di informazioni riservate e non di pubblico dominio. La Consob (Commissione Nazionale di Società e di Borsa) deve far luce su tutto questo, tanto è vero che è coinvolta anche una banca statunitense importante come Bank of America Merrill Lynch. source

Quest’ultima ha ceduto le sue azioni Saipem proprio due giorni prima del crollo in Borsa, una fretta che ha insospettito e che ha fatto pensare si potesse sapere qualcosa di riservato. In questa maniera, l’istituto americano ha venduto i titoli quando costavano trentuno euro, mentre ieri sono scesi fino a quota venti. L’abuso di mercato deve ancora essere accertato, ma la situazione rimane ambigua e non bisognerà stupirsi se salterà fuori qualcosa di poco trasparente.

Saipem ha trascinato verso il basso anche la sua controllante, dato che Eni ha lasciato sul terreno la bellezza di 5,23 punti percentuali. L’altra inchiesta che turba la spa petrolifera riguarda Pietro Franco Tali, fino a dicembre amministratore delegato: su di lui pende una pesante accusa di corruzione, a causa delle tangenti Sonatrach accertate in Algeria nel 2009.