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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 18 dicembre 2012

ITALIA...ritratto di un paese in bilico e triste


Sono solo numeri freddi quelli dell'Annuario Statistico Italiano, ma danno la dimensione della situazione economia, sociale, culturale, del paese.

L’Annuario statistico italiano redatto dall’Istat. Alla fine di ogni anno è una fotografia fatta di numeri e basta che però interpretati come si deve dà la chiarissima situazione del paese...
E quella di quest’anno è particolarmente triste, specie per alcuni elementi.
Il lavoro per i giovani per esempio. Tra i 15 ed i 34 anni c’è un milione e 128 mila persone che lo cercano ma non lo trovano. E fino ai 29 anni il tasso di disoccupazione è più alto tra coloro che hanno una laurea rispetto a chi ha il diploma di licenza liceale. Dice l’Istat che questo dipende dal fatto che molti giovani prolungando gli studi ritardano il loro ingresso nel mercato del lavoro. Oltre al fatto che non ce ne è. E comunque chi ha un titolo di studio minore trova lavoro perché si accontenta di qualunque attività. source
Poi la vecchia questione delle donne del mezzogiorno. Il sessanta per cento di loro non è attiva nel mercato del lavoro. Essere inattivi in questo caso vuol dire che non solo non lavorano ma anche che non lo cercano. Il che è ancora più grave, al di là del fatto che il lavoro manca.
Tutti si lamentano del prezzo della benzina ma il rapporto dell’Istat dice che tra coloro che hanno un lavoro, sette su dieci, esattamente il 69,3 per cento, preferisce utilizzare la macchina per andare al lavoro. Certo ci sono situazioni nelle quali l’automobile è l’unico mezzo possibile.
Qualche dato sulla famiglia. Sette su dieci vive in una casa di proprietà, più del 50 per cento ha un personal computer in casa ed una su tre ha un condizionatore d’aria.
Tra le spese che hanno maggior peso ci sono nell’ordine, il gas, la corrente ed il telefono.
Infine nonostante si sia registrato un aumento delle visite nei luoghi di arte ed antichità, in generale la spesa per la cultura è diminuita. E, questo è il dato più preoccupante, i giovani italiani si iscrivono meno all’università ed alle scuole superiori.