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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 4 dicembre 2012

Perchè la Francia si è scagliata contro la Borsa di Londra


Il numero uno della Banca di Francia, Christian Noyer, ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo al Financial Times: a suo dire, il London Stock Exchange non può continuare ad essere il principale hub finanziario dell'eurozona.

Francia e Inghilterra non si sono mai sopportate, inutile girarci troppo intorno: la storia medioevale, ad esempio, è stata letteralmente dominata dalla cosiddetta “guerra dei cento anni”, con le due nazioni in aperto contrasto. La “guerra” del XXI secolo, invece, è più che altro
finanziaria. L’attrito tra i due paesi è stato provocato dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Christian Noyer, governatore della Banca di Francia, al quotidiano britannico Financial Times. Che cosa ha detto di preciso?
Secondo Noyer, la City di Londra, la Borsa inglese (la quale controlla anche la nostra Piazza Affari), non dovrebbe essere più considerata il principale centro finanziario per quel che riguarda l’euro, visto che la Gran Bretagna non fa parte dell’eurozona. Parigi non sopporta che una piazza “offshore” possa svolgere questo ruolo, l’obiettivo è quello di far svolgere la maggior parte dei business denominati nella valuta europea all’interno dell’area. Noyer, inoltre, ha rincarato la dose, precisando che si tratta anche di una questione collegata alla liquidità. source
In effetti, bisogna ricordare che ben il 40% degli affari finanziari europei è svolto a Londra, una quota superiore a quella dell’intera eurozona. Noyer ha precisato di non avere nulla contro Londra, ma c’è una frase che dimostra il suo fastidio: lo spostamento degli affari sarebbe la conseguenza della scelta del Regno Unito di non far parte dell’area dell’euro. Il suo intervento, inoltre, non è affatto casuale, in quanto si tratta di una voce influente in seno alla Banca Centrale Europea.
Inoltre, domani i ministri finanziari dell’Unione Europea si incontreranno a Bruxelles per discutere dei poteri di supervisione bancaria da assegnare alla stessa Bce, il primo passo verso l’unione di banche che non includerà la Gran Bretagna. La polemica può essere alimentata ulteriormente, l’Europa ha però bisogno di meno litigi e più coesione.