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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 9 dicembre 2012

Il pericoloso stallo dell'economia brasiliana


Il presidente carioca Dilma Rousseff punta a un secondo mandato, ma l'impegno sulle questioni economiche deve essere maggiore: la crescita sarà infatti debole, così come anche gli investimenti.

Il boom di due anni fa dell’economia brasiliana coincise con l’elezione presidenziale di Dilma Rousseff: la disamina che ha fatto il periodico britannico The Economist ha messo in luce una situazione profondamente cambiata. La nazione sudamericana è stata addirittura definita come una
“creatura moribonda”, in grado di crescere di appena lo 0,6% nel terzo trimestre, nonostante tutti gli sforzi e gli stimoli. Le previsioni per il futuro più immediato non sono ugualmente incoraggianti.

Si parla di un +1,5% nel 2012 e di un 3% nel 2013, non molto per una delle migliori economie del gruppo “emergente” dei Bric (insieme a Russia, India e Cina). Sempre secondo l’Economist, la crescita degli ultimi anni è stata comunque altalenante. In particolare, i prezzi delle esportazioni principali sono rimasti alti, ma hanno smesso di crescere. Inoltre, i consumatori stanno spendendo gran parte del loro reddito per ripagare i prestiti usati per acquistare autovetture e televisori.

La stessa Rousseff è stata costretta a riconoscere il bisogno di migliorare la competitività del paese, tanto è vero che il suo team economico è al lavoro da tempo per studiare gli interventi più urgenti. Peccato però che gli investimenti siano calati negli ultimi cinque trimestri consecutivi e ora rappresentano appena il 18,7% dell’intero prodotto interno lordo, mentre i vicini Perù e Cile possono vantare numeri molto più interessanti (rispettivamente il 30% e il 27%). source

Basterà l’ennesimo taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale? La tentazione è forte, ma l’Economist è convinto che si tratti di un errore madornale: per il presidente Rousseff il secondo mandato consecutivo deve ancora essere guadagnato, il predecessore Lula se lo è meritato con le sue politiche che hanno sconfitto la povertà e c’è anche chi rimpiange il predecessore di Lula, Fernando Henrique Cardoso, in grado di rallentare l’inflazione brasiliana.