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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 24 novembre 2012

Secondo KROLL Inc...multinazionale specializzata in business intelligence e investigazioni...ITALIA poco atrattiva



Investimenti, Italia poco attrattiva.

Secondo Kroll manca trasparenza, difficile reperire le informazioni per i cittadini.

Mancanza di trasparenza, informazioni facili da ottenere per lo Stato,  ma grandi difficoltà da parte dei cittadini. Sono i limiti che frenano le aziende straniere a investire in Italia secondo Kroll, la multinazionale specializzata in
business intelligence e investigazioni.  «Capita sempre più spesso che imprese straniere interessate al mercato italiano si tirino indietro di fronte alla difficoltà di reperire informazioni che in altri paesi sono pubbliche e che possono essere decisive nella scelta di un investimento, di una fusione, di una acquisizione, una joint venture», spiega Marianna Vitiadis, amministratore delegato di Kroll in Italia e Grecia.
I soggetti che mirano a concludere una transazione non hanno sempre a disposizione tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni informate relative alle controparti, a prescindere che si tratti di potenziali partner o target. Da qui deriva l’esigenza di raccogliere le informazioni di dominio pubblico al fine di realizzare un quadro della situazione.
LE INFORMAZIONI SONO PUBBLICHE, MA DIFFICILI DA REPERIRE. Una parte essenziale del lavoro delle società che offrono i cosiddetti risk mitigation services consiste nel capire quali informazioni siano pubblicamente disponibili in ciascuna giurisdizione e in che modo è regolato l’accesso ad esse», spiega Vintiadis.
In Italia, vi è una gran quantità di informazioni pubblicamente disponibili ma non sempre risultano di facile accesso per il cittadino comune e per le società non legate alla pubblica amministrazione poiché non facili da localizzare o da raggiungere. In altri casi non è chiaro quale principio o quale ragion d’essere governi la disponibilità o la riservatezza di determinati tipi d’informazione. Infine, esiste una chiara asimmetria nel livello e nella facilità d’accesso consentita allo Stato e ai suoi organi amministrativi rispetto a quella disponibile ai cittadini».
LE CAMERE DI COMMERCIO E LE FIDUCIARIE. Una semplice operazione di partnership per esempio necessita di una serie di informazioni che riguarda i libri contabili e una serie di altre notizie per  realizzare un profilo del possibile partner. In Italia vi è grande abbondanza di documenti e notevoli requisiti di pubblicità dei documenti stessi. Le società non quotate in Borsa hanno l’obbligo di rendere nota la loro sede legale, lo scopo dell’attività, la struttura proprietaria, i rendiconti finanziari, la composizione del consiglio d’amministrazione, la descrizione dei suoi poteri e molto altro. Inoltre l’accesso alla Camera di Commercio evidenzia gli eventuali fallimenti associati ai membri del consiglio d’amministrazione e, entro certi limiti, le informazioni su eventuali protesti. In realtà, però, non è tutto così semplice poiché emergono notevoli disparità di trattamento. «Ad esempio, in Italia un azionista di una società può agevolmente occultare la propria identità avvalendosi di un agente fiduciario, giacché non è prevista la pubblicità del beneficiario ultimo», ha precisato l’ad di Kroll.
GIUSTIZIA AFFOSSATA DALLA BUROCRAZIA. Un secondo settore d’interesse quando si esamina un possibile partner commerciale riguarda la storia delle sue vicissitudini legali. In molti paesi occidentali gli atti giudiziari relativi ad una società sono interamente reperibili. La documentazione relativa alle vertenze legali di una società riveste spesso un ruolo importante nelle transazioni come quelle che stiamo esaminando, giacché può influire sul prezzo di una società obiettivo di una acquisizione o sulla disponibilità da parte di un investitore a concludere una determinata partnership commerciale.  In generale, in Italia gli atti giudiziari e le altre decisioni dei tribunali non sono accessibili.
LE FONTI UFFICIALI SONO IRREPERIBILI. Oltre al problema della verifica delle informazioni e della disparità di trattamento tra la pubblica amministrazione e il settore privato, questa situazione può incidere sulla reputazione dei soggetti coinvolti, con possibili gravi ripercussioni sulle transazioni economiche. Sebbene le informazioni sui problemi giudiziari non siano accessibili, notizie relative a vertenze civili, procedimenti in corso e a indagini della magistratura vengono regolarmente fatte trapelare dalla stampa e non vi è nessun modo per una parte terza indipendente procedere alla verifica di queste notizie e accertarne la veridicità.
STESSI DOCUMENTI MA INTERPRETAZIONI DIVERSE. Ma non è tutto. source
Vi sono, infatti documenti accessibili la cui consultazione è governata da linee guida ministeriali interpretabili in modo diverso da ciascuno degli uffici incaricati di produrli. «Talvolta il problema non è dovuto tanto ad una specifica direttiva, bensì al problema più generale della complessità delle regole e della mancanza di preparazione dei funzionari locali», spiega Vintiadis che in numerose indagini si  trovata a fare i conti con modalità di gestione diversa delle informazione da città a città.  «Può succedere che una stessa richiesta venga evasa con facilità in un ufficio o in un Comune e risulti impossibile in un altro. Un esempio lo è l’anagrafe tributaria le cui condizioni e termini di richiesta per alcune certificazioni variano da luogo a luogo».