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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 30 novembre 2012

Report e previsioni...ecco tutte le cantonate prese dagli esperti sul 2012.


Report e previsioni: usare con cautela.

Anche perché, spesso, fondi, banche e società di advisory sbagliano.
Ecco tutte le cantonate prese dagli esperti sul 2012.

Fine anno. Ecco sgranarsi il solito rosario dei report da parte di banche d’affari, fondi, società di advisory e investitori istituzionali. Quando le feste si avvicinano gli squali della finanza globale ci deliziano con profezie, bacchettate, timori, endorsement magari un po’ azzardati e professioni di ottimismo o pessimismo a corrente alternata.

Economisti, osservatori e politici attendono i vaticini contenuti in questi paper con ansia oracolare, manco fossero i responsi della Pitia di Delfi. E poi ci costruiscono sopra settimane di dibattiti, invettive, propaganda politica e magari pure qualche provvedimento legislativo.
LA PRUDENZA DI MERRILL LYNCH. Ultima in ordine di tempo è arrivata la previsione di Merrill Lynch. Johannes Jooste, head of strategy per l’Emea di Merrill Lynch Wealth Management, ha spiegato che le prospettive del nostro Paese sono precarie per il 2013 (che acume!) e che senza la guida del governo di Mario Monti potrebbe crearsi una situazione ancora più difficile.
Qualche buon segnale all’orizzonte c’è, tuttavia la banca d’investimenti statunitense prevede che il Bel Paese resterà in recessione anche nel 2013, con una contrazione dell’economia pari allo 0,9%, oltre al -2% per il 2012.
GOLDMAN CAMBIA IDEA SULL’ITALIA. Pochi giorni fa, invece, si era fatto un gran parlare del report di Goldman Sachs, uno degli attori principali sia della crisi da debito privato scoppiata nel 2008 in Usa sia di quella dei debiti pubblici esplosa in Europa nel 2010. 
Jim O’ Neill, guru degli investimenti del colosso finanziario, scommette ora sull’Italia e dice che il nostro Paese sarà la sorpresa positiva del 2013. Eppure la stessa merchant bank, appena ad agosto scorso, aveva tagliato la sua esposizione verso Bot e Btp nostrani addirittura del 92%.
PREVISIONI DA PRENDERE CON LE PINZE. Certo, è vero che soltanto gli stupidi non cambiano mai idea, ma giravolte di tale portata suonano come sintomi di un atteggiamento che non si allontana molto dalla schizofrenia. 
In realtà la storia dimostra che i report e le previsioni delle grandi istituzioni finanziarie (soprattutto dal caso Lehman Brothers in poi) vanno presi con le pinze.

Merrill Lynch vedeva un anno fa l’Italia con il pil in calo solo dello 0,7%. Goldman dello 0,4%.

Proprio le elaborazioni BofA Merrill Lynch Economics Research l’Italia preconizzavano nel gennaio scorso che l’Italia avrebbe chiuso l’anno con un Pil a -0,7%. Oggi verrebbe da dire «magari», visto che tutti concordano a fissare l’asticella oltre il 2% di contrazione.
A ottobre 2011, nel suo report sull’area euro, Goldman Sachs si attendeva invece una frenata della ricchezza italiana appena dello 0,4% nel 2012. Adesso il premier Monti farebbe un pellegrinaggio a Lourdes pur di ottenere un risultato del genere. source
CLAMOROSA CORREZIONE DI ROTTA DI CITIGROUP. Clamorosa è stata poi la correzione di rotta, da un anno all’altro, da parte dell’ineffabile Citigroup. Nel settembre scorso l’azienda di servizi finanziari era stata durissima con il governo tecnico, prevedendo un calo del Pil italiano (molto realistico) del 2,5% quest’anno e addirittura del 2,1% nel 2013 (quasi tutti si aspettano una contrazione in realtà più lieve). 
Eppure, nell’agosto 2011, la stessa istituzione stimava un lieve 0,3% di riduzione del Prodotto interno lordo per la Penisola quest’anno e una disoccupazione all’8,5%, quando invece la cifre reali parlano di un tasso vicino all’11%.
MORGAN STANLEY HA RADDOPPIATO LA STIMA SUL CALO DEL PIL. Ma le cantonate le prende anche Morgan Stanley, i cui analisti si attendono ora una crescita 2013 a -1,2% nello scenario di base, in parziale miglioramento dal -2,1% previsto per il 2012. E una disoccupazione stimata in ulteriore peggioramento al 12,7% l’anno prossimo.
Peccato che a novembre 2011 la stessa banca d’affari newyorchese si aspettasse per il 2012 una contrazione del Pil limitata all’1%. Risultato per il quale oggi il governo italiano sarebbe disposto a fare carte false.
DUTSCHE BANK UN ANNO FA IN BORSA PUNTAVA SU MEDIASET. Dagli Usa all’Euorpa non è che i tedeschi siano infallibili. Gli strategist della turbolenta Deutsche Bank a ottobre 2011 puntavano sul mercato borsistico italiano e in particolare sui titoli di 10 aziende: Azimut, DeLonghi, Ferragamo, Gemina, Hera, Intesa Sanpaolo, Lottomatica, Mediaset, Prysmian e l’azione di risparmio Telecom Italia.
La banca prevedeva un rialzo potenziale superiore al 50% e rendimenti oltre il 5%. Effettivamente qualcuno come Lottomatica (+55% nell’ultimo anno) ha soddisfatto le attese. Ma altri titoli come Mediaset (-35%), Telecom risparmio (-11%) o la stessa Intesa (+11%) non hanno rispettato le previsioni tedesche.

La banca tedesca promuoveva l’austerity berlusconiana poi scappava dai Btp.

Tra l’altro Deutsche Bank diceva un anno fa che «l’Italia potrebbe sovraperformare gli altri principali mercati europei nel breve termine se dovesse essere trovata una soluzione completa alla crisi del debito sovrano» e apprezzava «il pacchetto di austerità  da 140 miliardi di euro approvato la scorsa estate» dal governo Berlusconi «che dovrebbe garantire l’equilibrio fiscale entro il 2013».
Peccato che appena due mesi dopo, a dicembre scorso, fece molto rumore la fuga della stessa Deutsche Bank dai Btp italiani, con un passaggio brutale da 5,3 miliardi di un anno prima  ad appena 834 milioni, briciole.
REPORT DA PRENDERE CON IL BENEFICIO D’INVENTARIO. Infine, bontà sua, la banca tedesca ci ha ripensato quest’anno, tornando ad allargare via via le sue posizioni sui titoli a lungo termine nostrani.
Insomma, i report delle Sibille della finanza globale vanno presi con beneficio di inventario. E Monti-Ulisse farebbe bene a non attardarsi troppo: c’è la nave Italia da condurre fuori dalla tempesta, in salvo sulle sponde della petrosa Itaca.