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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 10 novembre 2012

Curato lo spread, depressa l’economia

 Il 9 novembre 2011 il picco a 552 punti. Oggi è a 365 ma il Pil è affossato: -2,3%.

Il 9 novembre 2011, lo spread tra il rendimento del Btp decennale italiano e il corrispondente Bund tedesco era arrivato al livello record di 552 punti. Un picco che non è passato senza conseguenze.
Silvio Berlusconi ha dovuto lasciare la presidenza del Consiglio a Mario Monti....

E il governo tecnico ha dovuto ricorrere a una cura drastica dei fondamentali del Paese per farlo uscire dal mirino della speculazione.
Con quali risultati? Lo spread è effettivamente tornato sotto controllo: l’8 novembre si è fermato a 365 punti. E il 9 ha continuato a muoversi in altalena tra il livello del giorno precedente e quota 370. source
Ma la politica di austerità avviata dall’esecutivo Monti ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia. Se da un lato il rapporto deficit/Pil è sceso di 1 punto (passando da 3,9% a 2,9%), dall’altro quello con il debito pubblico è schizzato al 126,5% rispetto al 120,7%.
Il 2012 dovrebbe chiudere con un calo del Pil stimato attorno al 2,3%. Il tasso di disoccupazione è passato dall’8,4% al 10,6%. E non a caso, i consumi dovreebbero calare del 3,4%.
Insomma la cura dello spread ha placato i mercati e protetto i Btp. Ma ha lasciato a terra il Paese.