La mia foto

Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

chart

chart

Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

giovedì 29 novembre 2012

Ci sarà davvero bisogno di una nuova manovra?


Bassa crescita economica, deficit di bilancio, disoccupazione: sono questi i motivi che hanno convinto l'OCSE a lanciare l'allarme sul nostro paese, il quale rischia di dover introdurre nuove misure e tasse nel 2014.

L’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) non poteva essere più chiara di come lo è stata oggi sull’Italia: l’ultimo Economic Outlook dell’ente parigino è infatti molto pessimista nei confronti del nostro paese, mettendone in luce una nuova manovra finanziaria per il
2014. A preoccupare sono soprattutto i dati relativi al prodotto interno lordo (-2,2% nel 2012 e un altro -1% nel 2013), ma anche la disoccupazione, destinata a sfiorare il 12% fra due anni.

La ricetta suggerita dall’Ocse è quindi quella di stringere nuovamente la cinghia al bilancio, altrimenti il debito non potrà mai essere ridotto. D’altronde, non ci poteva aspettare consigli diversi con una crescita economica più debole del previsto, un rallentamento che di solito viene “curato” proprio con maggiori misure di consolidamento fiscale. Ma gli italiani non accetterebbero certo di buon grado una scelta simile, una precisazione che ovviamente non viene fatta nel documento dell’organizzazione. source

Nello specifico, la crescita economica italiana dovrebbe viaggiare al ritmo di un misero 0,8% nel 2014, non certo una percentuale incoraggiante. Un’altra stima interessante è quella del deficit di bilancio, prevista al 3% del Pil quest’anno, superiore quindi al 2,6% che il governo Monti ha appena reso noto. Nel 2013, poi, vi sarà una leggere caduta fino al 2,9%, ma una nuova risalita nel 2014 (3,4%). In poche parole, c’è ancora molto lavoro da fare.

Molto chiaro, infine, è l’ammonimento dell’Ocse alla nostra classe politica: come si legge nel rapporto, il peggioramento dei dati è provocato anche dalla maggiore incertezza per le elezioni italiane del prossimo anno e sul fatto che il nuovo governo sia in grado di realizzare riforme strutturali valide per migliorare le prospettive del paese.