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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 24 ottobre 2012

Mentre il debito degli USA destabilizza i mercati la Zona euro sta morendo di austerity


E’ il debito degli Stati Uniti che destabilizza i mercati finanziari

Il Fondo monetario internazionale ha messo sotto accusa il debito dei Paesi dell’euro intimando agli interessati di ridurlo attraverso lo smantellamento dello Stato sociale, scrive il blog I Lupi di Einstein : “Ma poi, come sempre, ignorando l’enorme debito pubblico degli Stati Uniti. Non a caso, il primo contribuente del FMI.
La vera e continua destabilizzazione dei mercati finanziari viene dall’enorme debito pubblico statunitense che democratici e repubblicani in agosto si sono accordati per portare “legalmente” sopra il 100% del Pil.
Viene da un debito che sale al 130% considerando pure quello delle amministrazioni dei singoli Stati della Federazione.
Viene dall’altrettanto enorme disavanzo commerciale degli Usa, pari a 600 miliardi di dollari.
E viene dalla continua emissione di dollari con la quale Washington inonda il mondo, in parte per pagare le proprie importazioni, in parte perché non gli costa nulla.

Una destabilizzazione che gli Stati Uniti perseguono senza farsi grossi problemi, contando sul fatto che il dollaro resta la moneta di riferimento nelle transazioni commerciali internazionali e che continua ad essere tale in conseguenza dell’essere espressione della prima potenza militare globale. Il Fondo monetario internazionale ha messo sotto accusa il debito dei Paesi dell’euro intimando agli interessati di ridurlo attraverso lo smantellamento dello Stato sociale, scrive il blog I Lupi di Einstein : “Ma poi, come sempre, ignorando l’enorme debito pubblico degli Stati Uniti. Non a caso, il primo contribuente del FMI.

La vera e continua destabilizzazione dei mercati finanziari viene dall’enorme debito pubblico statunitense che democratici e repubblicani in agosto si sono accordati per portare “legalmente” sopra il 100% del Pil.
Viene da un debito che sale al 130% considerando pure quello delle amministrazioni dei singoli Stati della Federazione.
Viene dall’altrettanto enorme disavanzo commerciale degli Usa, pari a 600 miliardi di dollari.
E viene dalla continua emissione di dollari con la quale Washington inonda il mondo, in parte per pagare le proprie importazioni, in parte perché non gli costa nulla.

Una destabilizzazione che gli Stati Uniti perseguono senza farsi grossi problemi, contando sul fatto che il dollaro resta la moneta di riferimento nelle transazioni commerciali internazionali e che continua ad essere tale in conseguenza dell’essere espressione della prima potenza militare globale.
Se non vi fosse tale implicazione, il dollaro si sarebbe già ridotto ad essere poco più che carta straccia, in quanto espressione di un paese e di cittadini che vivono ben al di sopra dei propri mezzi.
Sono le banche americane e quelle britanniche a speculare massicciamente contro i titoli pubblici di Paesi europei in difficoltà, con l’obiettivo di fare crollare l’euro attraverso un effetto domino.
L’euro rappresenta infatti una seria alternativa al dollaro e alla stessa sterlina.
Se a questo si aggiunge il fatto che le speculazioni delle banche Usa sono state possibili grazie ai soldi che il Tesoro ha versato loro (9,5 miliardi di dollari solo alla Goldman Sachs), il quadro diventa completo e si comprende il ruolo sporco che il Fondo monetario internazionale ha scelto di svolgere.” source
Se non vi fosse tale implicazione, il dollaro si sarebbe già ridotto ad essere poco più che carta straccia, in quanto espressione di un paese e di cittadini che vivono ben al di sopra dei propri mezzi.
Sono le banche americane e quelle britanniche a speculare massicciamente contro i titoli pubblici di Paesi europei in difficoltà, con l’obiettivo di fare crollare l’euro attraverso un effetto domino.
L’euro rappresenta infatti una seria alternativa al dollaro e alla stessa sterlina.
Se a questo si aggiunge il fatto che le speculazioni delle banche Usa sono state possibili grazie ai soldi che il Tesoro ha versato loro (9,5 miliardi di dollari solo alla Goldman Sachs), il quadro diventa completo e si comprende il ruolo sporco che il Fondo monetario internazionale ha scelto di svolgere.”


E dopo il tonfo di Wall Street di lunedì, ecco arrivare il tonfo europeo. 
In Germania l’Ifo, l’indice che misura la fiducia delle imprese tedesche, è ai minimi di questi ultimi due anni, calato per il sesto mese consecutivo. Male anche nel comparto manifatturiero.

Cattive notizie che confermano quanto gli economisti vanno ripetendo da mesi, se non da anni. L’Europa sta morendo di austerity, scrive il portale d’informazione Wall Street Italia.com : “La Germania ha visto il proprio indice manifatturiero scendere a 45,7 punti dai 47,4 punti precedenti; l’indice dei servizi è rallentato invece da 49,7 punti a 49,3 punti.

L’Eurozona è sprofondata ulteriormente nella crisi all’inizio del quarto trimestre, con la produzione cumulativa dei settori manifatturiero e terziario in calo al tasso più rapido dal giugno del 2009.
“I numeri di oggi rappresentano una sorpresa negativa e rafforzano le preoccupazioni di chi ritiene che il rallentamento dell’economia, nella regione, stia peggiorando – ha commentato Martin van Vliet, economista presso ING ad Amsterdarm – Qualsiasi ritorno a una crescita positiva, l’anno prossimo, sarà probabilmente lento e graduale e rimarrà dipendente da eventuali progressi relativi alla risoluzione della crisi dei debiti”.

Peggiora intanto la situazione del debito pubblico dell’Italia che è salito nel secondo trimestre al 126,1%, secondo soltanto alla Grecia (150,3%).
Il debito pubblico complessivo della Zona euro si è attestato al 90%, mentre quello dell’Unione europea all’84,9%.”